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HardGreen.it Il Pneumatico Ecologico
 
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40.200 tonnellate di CO2 in meno nel 2011 per merito dei ricostruiti

AIRP
lunedì 17 settembre 2012

Pubblicato il bilancio ecologico ed economico della ricostruzione dei pneumatici

40.200 tonnellate di CO2 in meno immesse nell’ambiente.
È questo il contributo dato nel 2011 dalla ricostruzione di pneumatici al miglioramento dell’ambiente. Il dato è stato elaborato da Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) tenendo conto che ricostruire un pneumatico piuttosto che produrne uno nuovo comporta un risparmio del 30% di anidride carbonica (CO2). Airp si è basata sugli studi condotti dal Best Foot Forward, autorevole ente britannico specializzato in analisi ecologiche, in particolare nella determinazione della “impronta di carbonio” che corrisponde alle emissioni di CO2 rilasciate nel corso di un processo manifatturiero.
Best Foot Forward ha sede ad Oxford ed è un autorevolissimo ente specializzato che nel 2005 ha ricevuto, fra l’altro, il premio della Regina per lo sviluppo sostenibile. Ridurre le emissioni di CO2 è un obiettivo prioritario delle politiche ambientali dell’Unione Europea e del nostro Paese in quanto la CO2 è un gas serra ritenuto corresponsabile dell’innalzamento della temperatura del pianeta.

Il contributo al contenimento delle emissioni di CO2 non è d’altra parte l’unica benemerenza ambientale dei ricostruiti.
Sempre nel 2011, secondo il bilancio ecologico ed economico della ricostruzione di pneumatici in Italia tracciato da Airp, la ricostruzione ha consentito di evitare di immettere nell’ambiente ben 33.062 tonnellate di pneumatici usati, di ridurre i consumi energetici di ben 114,1 milioni di litri di petrolio ed equivalenti e di risparmiare materie prime per 32.597 tonnellate. Come ben noto, la ricostruzione di pneumatici, oltre ad avere una grande valenza ambientale, consente anche notevoli risparmi agli utilizzatori. In particolare, nel 2011, l’impiego dei pneumatici ricostruiti al posto di quelli nuovi ha consentito un risparmio per gli utilizzatori finali di 297,2 milioni di euro. Un risparmio, dunque, di notevole entità e che è andato a beneficio soprattutto degli operatori italiani del trasporto di merci che attualmente sono fortemente penalizzati dalla crisi economica e dalla concorrenza degli autotrasportatori dei paesi dell’Est.

 
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