Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei navigatori.
Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.   INFO   OK
HardGreen.it Il Pneumatico Ecologico
 
COSA DICONO DI NOI?
PRESS
1,9 Miliardi di euro sul PIL per gli pneumatici ricostruiti in Europa con 32.000 posti di lavoro.
Pneusnews.it
giovedì 3 agosto 2017
Nell’Unione Europea il settore dei pneumatici ricostruiti genera un impatto occupazionale complessivo di 32.000 posti di lavoro (di cui 19.000 nei cinque maggiori Paesi dell’UE, ovvero Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) e contribuisce al prodotto interno lordo dell’UE con 1,9 miliardi di euro. Questi dati, riferiti all’anno 2015, emergono da uno studio della società di consulenza internazionale EY sull’impatto socio-economico del settore dei pneumatici ricostruiti in Europa, e sono resi noti nel nostro Paese da Airp, l’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici.Lo studio di EY mette in evidenza come il settore dei pneumatici ricostruiti costituisca una grande risorsa per l’economia europea e coinvolga direttamente e indirettamente decine di migliaia di aziende tra ricostruttori, rivenditori e consumatori (su tutti le società di autotrasporto). Un altro aspetto che emerge con forza dallo studio è il grande contributo offerto dal settore della ricostruzione di pneumatici alla sostenibilità ambientale. Rispetto alla produzione di un pneumatico nuovo a basso costo, cioè non in grado di andare oltre il suo primario ciclo di vita e quindi non ricostruibile, il processo di ricostruzione consente di far risparmiare il 70% delle materie prime e di limitare le emissioni in atmosfera di CO2 e di particolato rispettivamente del 24 e del 21%.

Tuttavia, riporta lo studio di EY, nonostante il ruolo strategico della ricostruzione per lo sviluppo sostenibile, negli ultimi anni il mercato europeo del ricostruito ha fatto registrare una notevole contrazione. Nei cinque maggiori Paesi dell’UE la quota di utilizzo di pneumatici ricostruiti sul totale del mercato dei pneumatici di ricambio per autocarro è passata infatti dal 37% del 2010 al 30% del 2015. Tale fenomeno è dovuto alla concomitanza di diversi fattori, dalle difficoltà del settore dell’autotrasporto negli anni della crisi alla crescente concorrenza sul mercato di pneumatici nuovi a basso costo, ma di qualità tale da non poter essere sottoposti a ricostruzione. Inoltre, sempre nei cinque maggiori Paesi dell’UE, sono stati 3.200 i posti di lavoro persi tra il 2010 e il 2015 nel settore del ricostruito: una tendenza negativa che potrebbe anche continuare qualora l’attuale situazione di mercato non fornisse segnali di rafforzamento.

Qualora ciò si verificasse, l’Unione Europea vedrebbe indebolirsi una risorsa importante per contribuire al contenimento dei costi del trasporto di merci e soprattutto perderebbe una battaglia nella campagna per la difesa dell’ambiente. Airp è impegnata a valorizzare anche nella comunicazione le valenze positive della ricostruzione di pneumatici ma occorre che anche il Palazzo faccia la sua parte, considerando anche che nelle flotte pubbliche la legge stabilisce che la quota del 20% dei pneumatici di ricambio sia costituita da pneumatici ricostruiti.

...

L'associazione Marevivo e il Consorzio EcoTyre hanno recuperato gli pneumatici fuori uso (PFU) abbandonati a terra e a mare a La Maddalena
ECOTYRE S.C.R.L. Vinovo (TO)
lunedì 8 giugno 2015
L'associazione Marevivo e il Consorzio EcoTyre hanno recuperato gli pneumatici fuori uso (PFU) abbandonati a terra e a mare a La Maddalena, nell'ambito della seconda edizione di 'PFU Zero nelle Isole Minori', con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, di Federparchi-Europarc Italia e il Corpo Forestale dello Stato e in collaborazione con l'ANCIM-Associazione Nazionale Comuni Isole Minori e la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera. L'evento di raccolta straordinaria gratuita a La Maddalena è uno degli appuntamenti della campagna europea Let's Clean Up Europe contro il littering (l'abbandono di rifiuti nell'ambiente). Hanno partecipato: Fabio Canu, Vice Sindaco e Assessore all'Ambiente di La Maddalena, Giuseppe Bonanno, Presidente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena, Ciro Pignatelli, Direttore dell'Ente Parco, Alessandro Petri, Comandante Capitaneria di Porto di La Maddalena, Claudio Confalonieri, Comandante Scuola Sottufficiali M.M. La Maddalena, Carmen Di Penta, Direttore Generale di Marevivo, ed Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre.

Grazie al prezioso lavoro della divisione sub di Marevivo e del Nucleo SDAI (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare sono stati individuati e raccolti gli pneumatici che giacevano in fondo al mare nella zona del porto dell'isola sarda. Nel frattempo, sulla banchina, Gummy, la mascotte di EcoTyre, ha spiegato agli alunni dell'Istituto Comprensivo de La Maddalena e Palau l'importanza di una corretta gestione degli PFU e quanto il recupero di questi rifiuti sia necessario per la salvaguardia dell'ambiente e in particolare del mare e dei suoi abitanti.
...

Tutti i venditori di pneumatici via WEB devono pagare il contributo ambintale!
ECOTYRE S.C.R.L. Vinovo (TO)
lunedì 1 giugno 2015
COMUNICATO STAMPA
I venditori di pneumatici ʻvia webʼ devono pagare
il contributo ambientale per il corretto smaltimento di PFU
A stabilirlo il Ministero dellʼAmbiente
EcoTyre e noi di Hardgreen.it in prima linea si sono battuti nei mesi scorsi a fianco dellʼOn. Realacci, si dicono soddisfatti della risposta delle Istituzioni allʼinterrogazione parlamentare del Presidente della Commissione Ambiente della Camera, presentata dopo la conferenza stampa di presentazione dellʼAnnual Report EcoTyre, lo scorso 14 giugno 2014 a Roma, sul preoccupante fenomeno relativo alla vendita al dettaglio degli pneumatici attraverso canali web
senza lʼapplicazione del contributo ambientale da parte di soggetti commerciali con sede allʼestero.
“Siamo molto soddisfatti della risposta ottenuta dal Ministero dellʼAmbiente – ha detto Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre – sullʼannosa questione che affligge il mercato degli pneumatici da ormai troppo tempo: la possibilità da parte di quei soggetti commerciali con sede allʼestero che, operando attraverso canali web, non pagano il contributo ambientale per lo smaltimento degli penumatici giunti a fine vita (PFU). Come se questi pneumatici non avessero lo stesso impatto ambientale rispetto a quelli venduti attraverso canali tradizionali.
Secondo la normativa italiana, infatti, i produttori versano un contributo, al momento dell'acquisto di uno pneumatico nuovo, a uno dei Consorzi previsti che dovrà garantire una corretta gestione del PFU una volta giunto a fine vita. Alcuni ʻimportatoriʼ via web, in particolare quelli con sede allʼestero, aggiravano la normativa non versando il contributo ambientale; un fenomeno in crescita, che già oggi è pari al 3% del mercato ed equivalente a 2 milioni di pezzi – 12 mila tonnellate di PFU. Da queste stime, come annunciato in conferenza stampa in occasione della presentazione del nostro Annual Report il 14 giugno scorso, il mancato versamento del contributo ambientale ammonterebbe a circa 5 milioni di euro.
Questo comporta 3 gravi conseguenze per il settore: a) un mancato introito per l'Erario pari a 1 milione di euro, in ragione dell'IVA applicata al contributo, b) un ingiusto vantaggio sul prezzo di vendita, ottenuto dalla mancata applicazione del contributo, comporta una distorsione della concorrenza che danneggia i produttori e gli importatori che applicano correttamente la legge.
c) Il fatto che questi pneumatici, non contabilizzati come immessi sul mercato, una volta giunti a fine vita ricadono sulla collettività per la loro raccolta e trattamento, per un costo stimabile in circa 5 milioni di euro.

Venditore di pneumatici di uno Stato membro dellʼUE:
Nella risposta del Ministero quindi si specifica che il venditore di pneumatici stabilito in un altro Stato membro che cede a consumatori in Italia tramite ʻcanali webʼ (B2C) rientra nella nozione di importatore di pneumatici e pertanto deve adempiere agli obblighi statuiti dal D.M. 82/2011 e pagare il contributo ambientale.

Venditore di pneumatici di uno Stato extra-UE:
Per la vendita effettuata da operatori extra-UE nei confronti dei cittadini italiani, occorre – si legge nelbdocumento del Ministero – incrementare la vigilanza doganale che deve essere messa in condizione di ricevere da produttori e importatori di pneumatici, notizia dellʼimporto del contributo ambientale applicato per far concorrere questo contributo allʼimponibile doganale e IVA nonché di stabilire con disposizione normativa le modalità di riscossione e gestione del contributo eventualmente riscosso dalle dogane.

Le tappe fondamentali di questa battaglia, portata avanti grazie allʼautorevole contributo dellʼOn. Ermete Realacci, sono state le seguenti: il 20 marzo 2013 abbiamo scritto una lettera al Ministero dellʼAmbiente il cui contenuto riguardava la problematica di cui sopra. Non avendo ricevuto risposta, abbiamo incontrato il Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che ci ha fornito il suo pieno sostegno. In occasione della presentazione del nostro Annual Report lo scorso 14 giugno, infatti, lʼOn. Realacci è intervenuto in conferenza stampa ribadendo pubblicamente il suo impegno, che si è concretizzato qualche giorno dopo nellʼinterrogazione
parlamentare presentata dallʼOnorevole al Ministero dellʼAmbiente, seguita da una serie di solleciti.


Il 29 gennaio scorso il Sottosegretario di Stato, Marco Flavio Cirillo, ha risposto allʼinterrogazione confermando così quella che era la nostra posizione.
Ringraziamo, dunque, tutti coloro che ci hanno appoggiato, in particolare lʼOn. Realacci e il Ministero dellʼAmbiente che – come specificato nella risposta – si coordinerà con le competenti autorità in ambito UE e con quelle nazionali, specie fiscali e doganali, considerato che il contributo ambientale concorre a formare base imponibile in dogana ai fini dazi e IVA. Un grazie, infine, ai nostri soci, oltre 250, che hanno sostenuto questo nostro percorso”.

Ufficio Stampa EcoTyre c/o Extra Comunicazione - ufficiostampa@extracomunicazione.it
...

Possibile montare misure diverse dal libretto di circolazione!
pneusnews.it
venerdì 8 marzo 2013
Possibile finalmente montare misure diverse dal libretto di circolazione

Fabio Bertolotti, direttore Assogomma, afferma: "Questo importante Decreto rappresenta un cambiamento significativo per gli automobilisti che potranno personalizzare le loro vetture montando pneumatici e cerchi più performanti nell’assoluto rispetto della sicurezza stradale"
Entrerà in vigore il 22 marzo 2013 il nuovo decreto ministeriale che consentirà finalmente anche in Italia di montare ruote e gomme diversi da quelli previsti dalla carta di circolazione. Un risultato ottenuto grazie ad un lungo lavoro da parte delle associazioni di categoria.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 7 marzo 2013 è stato pubblicato il Decreto n. 20 del 10 gennaio 2013 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “Regolamento recante norme in materia di approvazione nazionale di sistemi ruota, nonché procedure idonee per la loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti di veicoli sulle autovetture nuove o in circolazione”.
E’ una novità assoluta nel nostro Paese visto che sino ad oggi non esisteva un sistema di omologazione per i cerchi e l’eventuale montaggio di pneumatici di misure diverse da quelle indicate in carta di circolazione non era consentito se non dopo il rilascio del nullaosta da parte del costruttore del veicolo.
Ciascun automobilista avrà la possibilità di montare sulla propria vettura gomme e cerchi diversi da quelli indicati in carta di circolazione o sul libretto di uso e manutenzione con una procedura più snella, più veloce e meno onerosa.

“E’ da più di due anni – dice Fabio Bertolotti, direttore Assogomma - che il Ministero e i rappresentanti della filiera, come Assogomma e Assoruote, hanno lavorato alla definizione di questo importante Decreto che rappresenta un cambiamento significativo per gli automobilisti che potranno personalizzare le loro vetture montando pneumatici e cerchi più performanti nell’assoluto rispetto della sicurezza stradale. E’ una dimostrazione di come sia possibile cambiare le regole del nostro Paese, adeguandole ad altri (ad esempio Germania), venendo incontro ad una pluralità di interessi con particolare attenzione alle scelte ed alla sicurezza degli automobilisti. Il nostro Ministero italiano anche questa volta ha confermato lungimiranza e proattività”.

“Finalmente la legalità prevarrà! – dichiara Corrado Bergagna, Presidente di Assoruote - Le aziende serie, che producono cerchi omologati di qualità e rispettano le regole, potranno affermare la loro diversità rispetto a prodotti di dubbia affidabilità e provenienza sotto il vigile controllo del Ministero dei Trasporti. Un risultato condiviso con Assogomma che ci auguriamo venga apprezzato dagli automobilisti e dagli altri attori coinvolti”.

Le novità introdotte da questo Decreto verranno approfondite in occasione di una tavola rotonda riservata alla stampa e alle Istituzioni che avrà luogo presso la Scuola Superiore di Polizia a Roma il 27 marzo 2013 dove interverranno rappresentanti dei Ministeri dei Trasporti, dell’Interno e delle Associazioni Assogomma e Assoruote.
...

Catene da neve: montaggio, omologazioni e 5 regole d’oro
pneusnews.it
lunedì 11 febbraio 2013
L’evoluzione tecnologica delle catene da neve oggi permette di scegliere la catena anche in base alla facilità di installazione oltre ad elevatissimi standard di sicurezza. Si va dalle catene di tipo tradizionale con cavo interno che necessitano di una seconda fermata per ritensionare la catena, ai modelli autotensionanti che una volta montate non hanno bisogno di ulteriori interventi da parte dell’automobilista, per arrivare ai modelli più evoluti quali le cosiddette catene esterne o “ragni” che non vanno ad interferire con elementi interni allo pneumatico (particolarmente adatto a veicoli non catenabili) fino alle catena di ultima generazione, che hanno come caratteristica principale il fatto di essere veloci ed intuitive nel montaggio.

Omologazione e normative
Secondo il codice della strada italiano ed anche per la legge di diversi paesi europei è richiesto che le catene da neve siano omologate. Ciò significa in termini pratici che le catene da neve devono riportare sulla confezione i simboli UNI, CUNA e/o Ö-Norm 5117 e gli stessi simboli devono essere anche riportati in modo indelebile sulla catena stessa.
Questo garantisce il consumatore che il prodotto acquistato risponde a requisiti di sicurezza e performance indispensabili per la guida su strade innevate e/o ghiacciate.
Secondo il codice della strada attualmente in vigore esiste la completa equivalenza tra le catene da neve e i pneumatici invernali laddove sia richiesto il transito con l’equipaggiamento invernale da parte dell’ente proprietarie delle strade.

Le 5 regole d’oro delle catene da neve
1) Tutti i veicoli possono montare catene da neve. Occorre solo scegliere la catena giusta. Per quanto riguarda la compatibilità con la propria autovettura, occorre verificare il libretto uso e manutenzione dell’auto, poiché esistono catene con maglie di sezione diversa da 7 a 12mm che sono adeguate alle differenti tipologia di veicolo (utilitarie, auto sportive, SUV e veicoli commerciali).

2) Controllate le misure dei vostri pneumatici ed assicuratevi che le catene che volete acquistare o che già avete a disposizione siano della misura corretta per i Vostri pneumatici.

3) Prima di affrontare un viaggio nel quale si suppone di dover montare le catene. Leggere le istruzioni e fare alcune prove di montaggio, al fine di non trovarsi in difficoltà nel momento di necessità.

4) Su quali ruote devono essere montate le catene da neve? Montate sempre le catene sulle ruote motrici.
Se la vostra auto/SUV è a trazione integrale o a 4 ruote motrici è consigliabile montare le catene su tutte e quattro le ruote (2 coppie di catene); oppure, nel caso si abbia solo una coppia di catene, montarle sull’asse anteriore in modo da garantire direzionalità alla vettura. Anche in questo caso è consigliabile consultare il libretto uso e manutenzione della vettura.

5) Guida con catene. Il codice della strada impone, con le catene montate, un limite di velocità a 50km/h. Una catena omologata percorre oltre 120 km su strada asfaltata asciutta senza rompersi.
Se le catene sono omologate, perciò, possono essere mantenute montate anche per percorrere lunghi tratti di strada non innevati (es. tunnel) senza rischi di rottura.
...

Stop all’evasione IVA anche per le gomme
pneusnews.it
martedì 4 dicembre 2012
Finalmente è arrivato, come un regalo sotto l’albero di Natale, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che inserisce anche i pneumatici nell’elenco dei prodotti per i quali è prevista solidarietà – o meglio corresponsabilità – tra acquirente e venditore nel caso di evasione dell’Iva. Un importante successo per la battaglia portata avanti da anni da Federpneus e che finalmente è diventata realtà, con la pubblicazione del decreto 31 ottobre 2012 nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 3 dicembre. Il nuovo decreto emenda un precedente decreto del 1972 e le sue modifiche, che prevedeva la solidarietà nel pagamento Iva, ma solo per settori in cui i fenomeni di frode incidevano direttamente sul bilancio dell’Unione europea, come ad esempio i veicoli, i prodotti di telefonia o i personal computer. Oggi la solidarietà passiva nel pagamento dell’imposta si estende invece anche ai pneumatici, o per la precisione a: "pneumatici nuovi, pneumatici rigenerati o usati, gomme piene o semipiene, battistrada per pneumatici e protettori ("flaps")."
La nuova legge si applica alle operazioni effettuate a partire dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ossia da oggi.
...

L’ordinanza invernale di Firenze
pneusnews.it
mercoledì 31 ottobre 2012
La provincia di Firenze ha istituito l’obbligo per il periodo compreso tra le ore 00.00 del 15 novembre e le ore 24.00 del 15 aprile, su alcune strade di competenza provinciale, per i tratti extraurbani, per i veicoli di cui all’art. 54 del D.Lgs. 285/1992 (autoveicoli), di avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli o di essere muniti di pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o ghiaccio, adeguati al tipo di veicolo in uso.

Scarica il testo dell’Ordinanza 4058 del 24 ottobre 2012:
http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_Firenze_Provincia.pdf
...

Sui Colli Euganei (PD) scatta l’ordinanza dal 1° novembre
pneusnews.it
mercoledì 31 ottobre 2012
Dal 1° novembre torna l’obbligo di catene da neve a bordo o di pneumatici invernali per le auto che transiteranno lungo le strade dei Colli Euganei. Il Settore Viabilità della Provincia di Padova ha emesso l’ordinanza il 23 ottobre, che interessa molte strade provinciali de i Colli Euganei. “La Provincia indica nella sua pagina web le strade di competenza provinciale – specifica l’assessore alla Viabilità e vice presidente Roberto Marcato – lungo le quali è obbligatorio circolare con speciali pneumatici o catene da neve a bordo per il periodo compreso tra il 1° novembre e il 31 marzo. Si tratta delle strade provinciali 43, 101, 99, 25, 25 dir, 89, 77, 38 dir, 21, 21 dir e 62, tutte in ambito dei Colli Euganei, a partire dal punto di installazione del segnale posizionato dal personale della Provincia di Padova. Ovviamente tale obbligo ha validità anche oltre il periodo previsto in caso di condizioni meteo avverse che possano determinare ulteriori nevicate o formazione di ghiaccio sul manto stradale”.

Scarica l’Ordinanza della Provincia di Padova con l’elenco delle strade interessate:

http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_Padova_Provincia_01.pdf
...

Dal 1° novembre catene o pneumatici invernali in Provincia di Torino
pneusnews.it
martedì 30 ottobre 2012
Il 30 ottobre la Provincia di Torino ha emesso l’ordinanza che prevede dal 1° novembre la circolazione su alcune “tratte extraurbane delle strade provinciali prevalentemente montane e collinari, che i veicoli siano muniti di mezzi antisdrucciolevoli o degli speciali pneumatici invernnali idonei alla marcia su neve o ghiaccio in caso di presenza di fenomeni atmosferici avversi o di probabile presenza di ghiaccio a terra, ovvero per l’intero periodo elencato, anche se le criticità meteorologiche sono solo astrattamente prevedibili, abbiano a bordo mezzo antisdrucciolevoli o gli speciali pneumatici invernali idonei a marcia su neve o ghiaccio:”
La data di in cui termina l’obbligo di cui all’ordinanza varia tra il 30 aprile e il 31 marzo, a seconda delle strade.

Scarica il testo dell’Ordinanza della Provincia di Torino, contenente l’elenco delle strade interessate:

http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_Torino_Provincia.pdf
...

Approvato il “Piano neve” a Pisa
pneusnews.it
lunedì 29 ottobre 2012
La provincia di Pisa, dopo la positiva esperienza dell'anno scorso, ha confermato le modalità di gestione dell'attività di sgombero neve e prevenzione ghiaccio, individuato i tratti di strade più frequentemente soggetti a fenomeni nevosi e stabilito, quale azione preventiva, l'istituzione dell'obbligo di circolazione con catene a bordo o pneumatici da neve nel periodo dal 15 novembre al 15 aprile.

"Il "piano neve" - spiega l'assessore alla mobilità Gabriele Santoni - è lo strumento più idoneo ed efficace per limitare e prevenire gli effetti peggiori e i disagi provocati dalle precipitazioni nevose abbondanti. Grazie ad esso, infatti, le operazioni di emergenza e di rimozione della neve stessa possono svolgersi nel migliore dei modi. In tali circostanze, se i fenomeni meteo non sono di portata eccezionale, l'utilizzo di gomme speciali o dispositivi antiscivolamento può consentire di mantenere la transitabilità per il tempo occorrente almeno alle operazioni di ripulitura delle carreggiate, limitando fra l'altro il rischio di intrappolamento degli stessi mezzi di servizio".

Il provvedimento adottato dalla Provincia dispone, quali che siano le condizioni del tempo, l'obbligo precauzionale di guida con catene a bordo o con pneumatici invernali montati; mentre, in caso di presenza di neve o ghiaccio, impone logicamente l'obbligo di guida con gomme da neve o con catene installate. La sanzione prevista per chi contravviene a tali disposizioni è di 80 euro; con asfalto innevato o ghiacciato, gli organi di polizia potranno intimare al conducente anche il divieto di prosecuzione del viaggio. "Oltre al rispetto dell'ordinanza, raccomandiamo peraltro -- aggiunge Santoni -- di procurarsi strumenti antiscivolo omologati e idonei al proprio veicoli: equipaggiamenti privi dei requisiti di conformità non possono essere considerati in regola".

Questa la mappa, divisa per aree (tra parentesi i comuni attraversati e i chilometraggi, in caso di tratti parziali), delle strade soggette alle prescrizioni 'anti-neve': strade sulle quali la necessità di rispettare le misure preventive adottate sarà segnalata mediante la sistemazione di cartelli appositi.

- Area Pisana. Sp 61 di Molina di Quosa (San Giuliano); Sp 56 del Monte Serra (Calci e Buti); Sp 38 di Buti (tratto dal km 1+400 al 7+700, Buti e Vicopisano)

- Valdarno. Sp 40 Isola San Miniato (dal km 2+700 al 5+700, San Miniato)

- Valdarno-Valdera. Sp 36 Palaiese (Montopoli e Palaia); Sp 39 San Miniato-San Lorenzo (San Miniato, Montopoli, Palaia)

- Valdera. Sp 11 delle Colline per Legoli (dal km 11+960 al 25+320, Palaia e Peccioli); Sp 41 di Peccioli (dal km 1+200 al 5+200, Palaia e Peccioli); Sp 26 di Santo Pietro Belvedere (dal km 0 al 6+300, Capannoli, Terricciola e Lari); Sp 35 delle Colline di Lari (Lari, Crespina e Fauglia); Sp 46 Perignano-Lari-Casciana Alta (dal km 2+700 al 9+000, Lari); Sp 31 Cucigliana-Lorenzana (dal km 13+600 al 20+530, Fauglia e Lorenzana); Sp 42 di Terricciola (Terricciola e Chianni); Sp 21 del Piano della Tora (Fauglia, Lorenzana, Casciana); Sp 63 Collemontanino (Casciana); Sp 45 di Lajatico (Lajatico)

- Valdera-Colline Pisane. Sp 13 del Commercio (Ponsacco, Lari, Casciana, Santa Luce, Castellina, Riparbella); Sp 48 del Monte Vaso (Casciana, Chianni, Castellina); Sp 55 del Pian del Pruno (Santa Luce e Chianni)

- Colline Pisane. Sp 37 delle Colline per Santa Luce (Orciano e Santa Luce); Sp 43 di Orciano (Santa Luce, Orciano e Lorenzana); Sp 51 Rosignanina (Santa Luce); Sp 60 Poggiberna (Castellina e Santa Luce); Sp 33 Castellina-Le Badie (Castellina)

- Valdera-Valdicecina. Srt 439 Sarzanese Valdera (dal km 85+250 al 140+050, Lajatico, Montecatini, Volterra, Pomarance e Castelnuovo); Srt 439 Sarzanese Valdera diramazione (Lajatico e Volterra); Sp 14 di Miemo (dal km 6+150 al km 25+340, Chianni, Riparbella, Montecatini)

- Valdicecina. Srt 68 della Valdicecina (dl Km 29 al 53+165, Volterra); Sp 15 Volterrana (Volterra); Sp 32 di Montecatini Valdicecina (Montecatini); Sp 16 del Monte Volterrano (Volterra); Sp 53 del Cornocchio (Volterra); Sp 52 di Casole (Volterra); Sp 47 di Micciano (Pomarance e Montecatini); Sp 27 di Montecastelli (Pomarance e Castelnuovo); Sp 17 delle Valli del Pavone e Cecina (Castelnuovo); Sp 49 della Leccia e di Lustignano (Pomarance e Castelnuovo); Sp 62 Vecchierne (Castelnuovo); Sp 329 del Passo di Bocca di Valle (Pomarance e Monteverdi); Sp 18 dei Quattro Comuni (dal km 7+000 al 17+700, Montecatini e Monteverdi); Sp 20 del Lodano (Monteverdi).
...

A Verona l’ordinanza neve scatta il 15 novembre
pneusnews.it
lunedì 29 ottobre 2012
La Provincia di Verona ha emesso l’ordinanza n. 479/2012 che prevede che “i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia in neve o ghiaccio, nel periodo intercorrente dal 15 novembre 2012 al 15 marzo 2013”.
“Le catene – recita inoltre l’ordinanza - dovranno essere installate senza indugio in caso di precipitazioni nevose e/o in caso di presenza di giaccio sulla sede stradale. Tale obbligo assume validità anche al di fuori del periodo indicato in caso di precipitazioni nevose e/o formazione di ghiaccio.”
La motivazione espressa nel testo di legge è la seguente: “L’utilizzo di idonei pneumatici o catene da neve favorisce l’aderenza tra gli autoveicoli ed il piano viabile in condizioni meteo avverse, garantendo la motricità, la tenuta di strada e minori spazi di arresto in frenata. Ciò incrementa la sicurezza della circolazione e riduce i disagi garantendo una sufficiente transitabilità della rete stradale. Viene favorito anche il servizio pubblico essenziale di sgombero neve, che deve essere garantito con continuità di prestazioni, in quanto eventuali autoveicoli in difficoltà in caso di neve o ghiaccio possono produrre il blocco della circolazione. Ciò rende problematico l’espletamento dei servizi di emergenza e di pubblica utilità, nonché il blocco dei mezzi spazzaneve e spargisale.”

Le strade provinciali interessate si riferiscono ai seguenti comuni: Affi, Badia Calavena, Bardolino, Bosco Chiesanuova, Brentino Belluno, Bussolengo, Caprino Veronese, Cavaion Veronese, Cazzano di Tramigna, Cerro Veronese, Colognola ai Colli, Costermano, Dolcè, Erbezzo, Ferrara di Monte Baldo, Fumane, Grezzana, Illasi, Lavagno, Marano di Valpolicella, Mezzane di sotto, Monteforte d'Alpone, Montecchia di Crosara, Negrar, Pastrengo, Rivoli Veronese, Roncà, Roverè Veronese, San Giovanni Ilarione, San Martino Buon Albergo, San Mauro di Saline, San Pietro in Cariano, San Zeno di Montagna, Selva di Progno, Soave, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Sant'Anna d'Alfaedo, Sommacampagna, Sona, Torri del Benaco, Tregnago, Velo Veronese, Verona, Vestenanova.

Scarica l’Ordinanza della Provincia di Verona:

http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_Verona_Provincia.pdf
...

L’ordinanza di Vercelli a date variabili
pneusnews.it
venerdì 26 ottobre 2012
Anche la Provincia di Vercelli ha emanato l’ordine di munire i veicoli di catene o pneumatici invernali sulle tratte extraurbane di tutte le strade provinciali elencate nel testo, con una distinzione di date: le strade dei comuni montani dal 1° novembre al 31 marzo e le strade di tutti gli altri comuni dal 15 novembre al 15 marzo. L’ordinanza vige indipendentemente dai fenomeni atmosferici e, per i periodi indicati, ogni anno.

Scarica l’Ordinanza della Provincia di Vercelli:

http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_Vercelli_Provincia.pdf
...

Catene o gomme invernali sulla A21 da Santena (TO) ad Alessandria Ovest
pneusnews.it
giovedì 25 ottobre 2012
Il 18 ottobre la SATAP SpA di Torino ha emesso per il tronco A21 Torino-Piacenza l’ordinanza invernale che entrerà in vigore il 15 novembre prossimo nella tratta autostradale compresa tra lo svincolo di Santena, dove inizia la competenza di SATAP e fino alla stazione di Alessandria Ovest.
L’ordine del direttore Marco Comi riguarderebbe “tutti i veicoli a motori”, quindi moto e autocarri compresi. Di seguito riportiamo il testo di legge: “Tutti i conducenti di veicoli a motore che dal 15 novembre 2012 al 15 aprile 2013 transitano lungo il tratto di autostrada A21 dal km 0+000 (svincolo di Santena) al km 66+000 (stazione di Alessandria ovest) di essere muniti di pneumatici invernali (da neve) conformi alle disposizioni della direttiva comunitaria 92/23 CE recepita con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30.3.1994 e successive modificazioni o a quelle dei regolamenti ECE-ONU in materia di avere a bordo catene o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati ed idonei ad essere prontamente utilizzati, ove necessario, sui veicoli sopraindicati.”

Scarica l’Ordinanza della A21 Torino-Piacenza:
http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_A21_Santena_Alessandria.pdf
...

Ordinanza neve in Trentino
pneusnews.it
giovedì 25 ottobre 2012
La provincia autonoma di Trento ha ordinato l’obbligo dal 15 novembre 2012 fino al 31 marzo 2013 per tutti i veicoli, sulle strade statali e provinciali del Trentino, d’essere muniti ovvero avere a bordo catene o pneumatici da neve e obbligo di transito in caso di neve o ghiaccio con catene o pneumatici da neve.
Il buon senso avrà naturalmente la meglio, ma anche l’ordinanza del Trentino ha la sua singolarità: se non nevica, i pneumatici invernali è sufficiente averli a bordo!

Scarica l’Ordinanza della Provincia Autonoma di Trento: http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_Trento_Provincia.pdf
...

Provincia di Rimini: Dal 1° Dicembre in vigore l'ordinanza "neve"
Provincia di Rimini
venerdì 19 ottobre 2012
Anche quest’anno la Provincia di Rimini, in vista della stagione invernale e della possibilità di precipitazioni nevose anche intense, ha istituito, con ordinanza n. 86 del 18.10.2012, l’obbligo di circolazione con mezzi antisdrucciolevoli a bordo o pneumatici idonei alla marcia su neve o ghiaccio lungo le tratte extraurbane delle strade provinciali.

Scopo principale dell’ordinanza, in vigore dal 1° dicembre 2012 fino al 31 marzo 2013, è quello di garantire la sicurezza della circolazione lungo le strade provinciali più frequentemente interessate da precipitazioni di neve o ghiaccio.

Proprio le eccezionali nevicate che hanno colpito il territorio riminese lo scorso febbraio, mettendo in ginocchio intere porzioni dell’area provinciale, rafforzano ulteriormente il convincimento circa l’opportunità del provvedimento. La maggiore sicurezza garantita dall’utilizzo di mezzi privati dotati di sistemi antisdrucciolevoli, rende più efficace - in caso di precipitazioni nevose - il lavoro dei soccorsi nei confronti della popolazione e sulle principali arterie viarie di collegamento.


Il testo dell'ordinanza:
http://www.provincia.rimini.it/progetti/llpp/2012_o_neve/ordinanza.pdf


L'elenco delle strade provinciali relativo all'ordinanza di quest'anno:
http://www.provincia.rimini.it/progetti/llpp/2012_o_neve/elenco_strade.pdf

Assessorato ai lavori pubblici
per saperne di più:
http://www.provincia.rimini.it/progetti/llpp/mn_attivita/2012_10_19.htm
...

Ordinanza per RIMINI (provincia) , NOVARA e VITERBO di obbligo pneumatici da neve o catene a bordo
pneusnews.it
venerdì 19 ottobre 2012
RIMINI
Anche quest’anno la Provincia di Rimini, in vista della stagione invernale e della possibilità di precipitazioni nevose anche intense, ha istituito, con ordinanza n. 86 del 18.10.2012, l’obbligo di circolazione con mezzi antisdrucciolevoli a bordo o pneumatici idonei alla marcia su neve o ghiaccio lungo le tratte extraurbane delle strade provinciali. Scopo principale dell’ordinanza, in vigore dal 1° dicembre 2012 fino al 31 marzo 2013, è quello di garantire la sicurezza della circolazione lungo le strade provinciali più frequentemente interessate da precipitazioni di neve o ghiaccio.

Proprio le eccezionali nevicate che hanno colpito il territorio riminese lo scorso febbraio, mettendo in ginocchio intere porzioni dell’area provinciale, rafforzano ulteriormente il convincimento circa l’opportunità del provvedimento. La maggiore sicurezza garantita dall’utilizzo di mezzi privati dotati di sistemi antisdrucciolevoli, rende più efficace - in caso di precipitazioni nevose - il lavoro dei soccorsi nei confronti della popolazione e sulle principali arterie viarie di collegamento

NOVARA
Ordinanza e planimetria della Provincia di Novara
19.10.2012
Fioccano le ordinanze e, anche quest’anno, date e circostanze variano, così come non è ancora stato compreso da tutti che le gomme non sono da neve, ma da inverno, indipendentemente dalle precipitazioni atmosferiche. E qualche dubbio resta anche sulla segnaletica stradale, a giudicare dall’ordinanza di Novara.
Per tutto il periodo compreso tra il 15 novembre e il 31 marzo i conducenti di autoveicoli circolanti sulle strade provinciali della Provincia di Novara, regolamentate da specifica segnaletica, devono rispettare “l’obbligo dell’utilizzo di speciali pneumatici da neve montati sull’autoveicolo o la disponibilità di catene da neve a bordo adeguate al tipo di veicolo in uso”. Tale obbligo ha validità anche oltre il periodo previsto di concomitanza al verificarsi di precipitazioni nevose o formazioni di ghiaccio.
Torna a Viterbo l' obbligo di pneumatici invernali o catene a bordo
19.10.2012

VITERBO
L'assessore alla Viabilità della Provincia di Viterbo Giammaria Santucci
Con l’arrivo dell’inverno torna l’obbligo di catene a bordo o di pneumatici invernali su numerose strade provinciali del Viterbese. L’ordinanza emessa dal settore Viabilità della Provincia di Viterbo avrà decorrenza a partire dal 15 novembre 2012 e resterà in vigore fino al 31 marzo 2013.
“Sono molte le arterie provinciali del territorio - spiega l’assessore ai Lavori pubblici e Viabilità di palazzo Gentili, Gianmaria Santucci – che in questo periodo dell’anno sono soggette a possibili precipitazioni a carattere nevoso o a forti gelate, che procurano gravi disagi alla circolazione stradale anche a causa della mancanza di catene o di pneumatici invernali, pronti all’uso. Un accorgimento prezioso che permette di salvaguardare la propria sicurezza e l’incolumità degli altri utenti della strada”.
Il provvedimento riguarderà buona parte delle strade provinciali: “L’ordinanza – precisa ancora Santucci – avrà validità anche al di fuori del periodo previsto in concomitanza di precipitazioni a carattere nevoso. Allo stesso tempo sarà cura della Provincia allestire e mantenere la segnaletica prevista a norma di legge. Si tratta di un provvedimento che è stato assunto da tutte le Province italiane, proprio per migliorare la sicurezza sulle strade”.

Elenco delle strade interessate dall'ordinanza:
Strada provinciale CIMINA DAL KM. 1+400 AL KM. 18+500
Strada provinciale MONTEF0GLIAN0 DAL KM. 1+350 AL KM. 10+000
Strada provinciale MONTEF0GLIAN0 DAL KM. 11+000 AL KM. 15+200
Strada provinciale CROCE DI S. MARTINO DAL KM. 0+150 AL KM. 2+200
Strada provinciale DIRAMAZIONE CANEPINESE DAL KM.0+600 AL KM. 5+000
Strada provinciale PIANGOLI DAL KM.0+000 AL KM. 6+900
Strada provinciale COLONETTA DAL KM.0+000 AL KM. 4+200
Strada provinciale CANEPINESE DAL KM.0+100 AL KM. 5+700
Strada provinciale S. ROCCO DAL KM.0+100 AL KM. 4+200
Strada provinciale CAPROLATTA I e II TRONCO DAL KM.0+000 AL kM. 4+080
Strada provinciale VALLE DI VICO DAL KM.0+000 AL KM. 15+200
Strada provinciale ACC. LAGO DI VICO DAL KM.0+000 AL KM. 1+800
Strada provinciale POGGIO CAVALIERE DAL KM.0+000 AL KM. 8+000
Strada provinciale SORIANESE DAL KM. 0+000 AL KM. 7+400
Strada provinciale SAMMARTINESE DAL KM.1+300 AL KM. 4+500
Strada provinciale VERENTANA DAL KM. 2+200 AL KM. 6+300
Strada provinciale VERENTANA DAL KM. 16+000 AL KM. 22+190
Strada provinciale VERENTANA DAL KM. 0+000 AL KM. 0+860 (c.a. di Valentano)
Strada provinciale LAGO DI BOLSENA DAL KM. 0+900 AL KM. 5+000
Strada provinciale CAPRACCIA DAL KM. 0+000 AL KM. 5+270
Strada provinciale CUNICCHIO DAL KM. 0+000 AL KM. 12+500
Strada provinciale UMBRO CASENTINESE DAL KM. 1+700 AL KM. 12+500
Strada provinciale DIVINO AMORE DAL KM. 0+000 AL KM. 2+600
Strada provinciale TREVINANESE DAL KM. 0+000 AL KM. 12+640
Strada provinciale MONALDESCA DAL KM. 0+000 AL KM. 3+050
Strada provinciale PROCENESE I TRONCO DAL KM. 0+000 AL KM. 8+570
Strada provinciale PROCENESE II TRONCO DAL KM. 0+000 AL KM. 0+520
Strada provinciale TORRE ALFINA DAL KM. 0+000 AL KM. 9+680
Strada provinciale BOLSENESE I TRONCO DAL KM. 0+000 AL KM. 5+962
Strada provinciale BOLSENESE II TRONCO DAL KM. 0+000 AL KM. 1+950
Strada provinciale ORTANA DAL KM. 4+500 AL KM. 14+900
Strada provinciale FAGGETA DAL KM. 0+000 AL KM. 4+800
Strada provinciale MAREMMANA DAL KM. 62+750 AL KM. 81+750
Strada provinciale LATERENSE DAL KM. 0+000 AL KM. 1+400
Strada provinciale VALLE DELL’OLPETA DAL KM. 9+000 AL KM. 12+320
Strada provinciale LAGO DI MEZZANO DAL KM. 0+000 AL KM. 3+500
Strada provinciale LAMONE DAL KM. 0+000 AL KM. 6+500
Strada provinciale PIANSANESE DAL KM. 12+000 AL KM. 18+200
Strada provinciale VALLE DI RIPA ALTA DAL KM. 0+000 AL KM. 1+000
Strada provinciale POGGIO MARANO DAL KM. 0+000 AL KM. 7+000
...

Firmata l’ordinanza dal comune dell’Aquila
pneusnews.it
giovedì 18 ottobre 2012
L'Aquila: firmata l'ordinanza per l'obbligo di montare pneumatici invernali o di avere le catene a bordo delle auto dal prossimo 19 novembre al 14 aprile 2013

E’ stata firmata l’ordinanza che prevede "l’obbligo di utilizzare pneumatici termici o di tenere le catene a bordo dei veicoli che circolano nel territorio comunale dell’Aquila". Quest’anno, l’obbligo scatterà dal prossimo 19 novembre e terminerà il 14 aprile 2013, anche se verrà esteso anche oltre il periodo previsto, qualora dovessero verificarsi nevicate o formazioni di ghiaccio.
Il provvedimento è basato sulla necessità di fornire la massima sicurezza possibile sulle strade del comune in caso di neve o ghiaccio, in considerazione che è di primaria importanza evitare che i veicoli in difficoltà possano produrre blocchi alla circolazione e rendere problematico l’operato dei mezzi spazzaneve e spargisale.
L’ordinanza prevede inoltre, in caso di nevicate, l’assoluto divieto di circolazione ad autocarri (aventi un peso a pieno carico superiore a 35 quintali), con la sola eccezione dei mezzi di pubblica utilità in situazione di emergenza.

LINK per l'ordinanza del comune dell'Aquila: http://www.pneusnews.it/fileadmin/pdf/Lucia/2012_L_Aquila_Comune.pdf
...

Provincia di Novara: Obbligo di circolazione con pneumatici da neve o con catene a bordo
Provincia di Novara
lunedì 15 ottobre 2012
Obbligo di circolazione con pneumatici da neve o con catene a bordo dei veicoli transitanti lungo le Strade Provinciali durante il periodo invernale dal 15 novembre 2012 al 31 marzo 2013.

Avvalendosi della normativa di cui alla Legge 120 del 29/07/2010 si è adottata l’allegata ordinanza n. 4101/2012 che prescrive agli autoveicoli circolanti sulle Strade Provinciali regolamentate da specifica segnaletica di cui all’art. 122 fig. II 87 D.P.R. 495/92, l’obbligo dell’utilizzo di speciali pneumatici da neve montati sull’autoveicolo o la disponibilità di catene da neve a bordo, adeguate al tipo di veicolo in uso.

Tale obbligo avrà la durata temporale dal 15 novembre 2012 al 31 marzo 2013.

Leggi l'ordinanza:
http://www.sicurezzastradale.provincia.novara.it/uploaded/file/Ordinanza%20neve%202011/ORDINANZA_NEVE_4101.pdf

Planimetria: http://www.sicurezzastradale.provincia.novara.it/uploaded/file/Ordinanza%20neve%202011/Planimetria_Ordinanza%204101.pdf
...

Alessandria: dal 15/11 al 31/03/2013 obbligo di catene a bordo o pnuematici invernali
Ufficio Tecnico della Provincia di Alessandria
lunedì 8 ottobre 2012
L’Ufficio Tecnico della Provincia di Alessandria comunica che, dal 15 novembre al 31 marzo di ogni anno, entrerà in vigore su tutte le tratte extraurbane delle Strade Provinciali di competenza l’obbligo per i veicoli di munirsi di mezzi antisdrucciolevoli o dei pneumatici invernali, idonei alla marcia su neve o ghiaccio, in caso di presenza di fenomeni atmosferici avversi o di probabile presenza di ghiaccio a terra.

Qualora le criticità meteorologiche fossero anche solo astrattamente prevedibili, i veicoli dovranno, comunque, nel periodo sopraindicato, avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli o gli speciali pneumatici invernali.

L’obbligo ha validità anche al di fuori del periodo previsto, in concomitanza al verificarsi di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio.
...

CONTINENTAL-ContiLifeCycle quantifica i benefici del ricostruito
pneusnews.it
giovedì 4 ottobre 2012
Dare una seconda vita utile, o addirittura anche una terza, ad un pneumatico usato può ridurre significativamente i costi di gestione di un veicolo commerciale ed aumentare, quindi, l’efficacia economica della flotta. Oggi quantificare i benefici garantiti dall’uso di pneumatici ricostruiti è possibile, grazie al programma di Continental ContiLifeCycle, che permette anche di ottimizzare i costi operativi delle flotte in linea con le esigenze degli operatori.
Il servizio ContiLifeCycle si basa su quattro pilastri: pneumatici nuovi, riscolpitura quando opportuno, ricostruzione a nuovo e gestione delle carcasse. Così possono ridursi del 30–40% i costi diretti dei pneumatici. Una manutenzione corretta del pneumatico risulta quindi essenziale. Solo le carcasse nelle migliori condizioni sono accettate da Continental e riproposte per una seconda vita, grazie al servizio di ricostruzione a nuovo ContiRe.

Christian Sass, a capo di Truck Tires Retreading EMEA, spiega che “ContiRe è il pneumatico ricostruito in impianti produttivi Continental. Sembra un pneumatico nuovo, dura quanto un pneumatico nuovo ed è altrettanto performante di un pneumatico nuovo”. Continental utilizza solo mescole originali e ricostruisce non solo il disegno tridimensionale del battistrada in maniera identica rispetto all’originale, ma anche i fianchi del pneumatico. Da tallone a tallone. Il risultato, per qualità, performance e durata, è virtualmente paragonabile ad un pneumatico nuovo.

“Invece di attaccare un battistrada nuovo sul pneumatico usato, il processo ContiRe prevede di ricoprire l’intera carcassa con gomma vergine, per poi vulcanizzarla di nuovo in uno stampo specifico Continental”, continua Christian Sass.
Prima che un pneumatico usato Continental possa iniziare una nuova vita come ricostruito ContiRe, i tecnici Continental sottopongono la carcassa a controlli di qualità, utilizzando complesse tecnologie che li aiutano ad identificare i danni più nascosti e a valutare correttamente l’integrità strutturale della stessa. Solo le carcasse che non presentano alcun difetto sono accettate per la ricostruzione. Dopo l’elaborazione, i tecnici Continental sottopongono il pneumatico ricostruito ad ulteriori controlli di qualità, prima che possa avere inizio la sua seconda vita. Tutti i prodotti a marchio ContiRe hanno la stessa garanzia di qualità dei pneumatici nuovi. I vantaggi includono peso ottimizzato, durata, ottima resistenza al rotolamento e perfetta guidabilità.

I benefici economici dell’utilizzo di pneumatici ricostruiti nelle flotte possono essere calcolati tramite il programma ContiLifeCycle. Si tratta di un metodo rapido e diretto per calcolare i potenziali risparmi. “Oltre a generare maggiori risparmi – riassume Christian Sass – ContiLifeCycle consente di migliorare in maniera sostanziale anche l’impatto ambientale delle società di trasporti”.
...

40.200 tonnellate di CO2 in meno nel 2011 per merito dei ricostruiti
AIRP
lunedì 17 settembre 2012
Pubblicato il bilancio ecologico ed economico della ricostruzione dei pneumatici

40.200 tonnellate di CO2 in meno immesse nell’ambiente.
È questo il contributo dato nel 2011 dalla ricostruzione di pneumatici al miglioramento dell’ambiente. Il dato è stato elaborato da Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) tenendo conto che ricostruire un pneumatico piuttosto che produrne uno nuovo comporta un risparmio del 30% di anidride carbonica (CO2). Airp si è basata sugli studi condotti dal Best Foot Forward, autorevole ente britannico specializzato in analisi ecologiche, in particolare nella determinazione della “impronta di carbonio” che corrisponde alle emissioni di CO2 rilasciate nel corso di un processo manifatturiero.
Best Foot Forward ha sede ad Oxford ed è un autorevolissimo ente specializzato che nel 2005 ha ricevuto, fra l’altro, il premio della Regina per lo sviluppo sostenibile. Ridurre le emissioni di CO2 è un obiettivo prioritario delle politiche ambientali dell’Unione Europea e del nostro Paese in quanto la CO2 è un gas serra ritenuto corresponsabile dell’innalzamento della temperatura del pianeta.

Il contributo al contenimento delle emissioni di CO2 non è d’altra parte l’unica benemerenza ambientale dei ricostruiti.
Sempre nel 2011, secondo il bilancio ecologico ed economico della ricostruzione di pneumatici in Italia tracciato da Airp, la ricostruzione ha consentito di evitare di immettere nell’ambiente ben 33.062 tonnellate di pneumatici usati, di ridurre i consumi energetici di ben 114,1 milioni di litri di petrolio ed equivalenti e di risparmiare materie prime per 32.597 tonnellate. Come ben noto, la ricostruzione di pneumatici, oltre ad avere una grande valenza ambientale, consente anche notevoli risparmi agli utilizzatori. In particolare, nel 2011, l’impiego dei pneumatici ricostruiti al posto di quelli nuovi ha consentito un risparmio per gli utilizzatori finali di 297,2 milioni di euro. Un risparmio, dunque, di notevole entità e che è andato a beneficio soprattutto degli operatori italiani del trasporto di merci che attualmente sono fortemente penalizzati dalla crisi economica e dalla concorrenza degli autotrasportatori dei paesi dell’Est.
...

Modena: la prima ordinanza con l'obbligo di pneumatici invernali
pneusnews.it
giovedì 6 settembre 2012
Pronti, attenti, via: le ordinanze invernali ripartono da Modena

E’ il Comune di Modena il primo a pubblicare quest’anno la famosa, o meglio famigerata, ordinanza invernale. Dal 15 novembre 2012 al 15 aprile 2013 tutti gli autoveicoli in circolazione sulle strade di competenza del Comune di Modena, in presenza di neve o ghiaccio sul manto stradale, dovranno essere muniti di pneumatici invernali o avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli idonei ad essere prontamente utilizzati ove necessario. L’ordinanza, emessa il 5 settembre, è già supportata dagli appositi cartelli stradali, posizionati da mesi sulle strade di accesso alla città.
“Questo provvedimento è stato confermato anche per la prossima stagione invernale perché durante il periodo più freddo dell’anno, con la formazione di ghiaccio sul manto stradale o con precipitazioni nevose, abbiamo riscontrato spesso disagi, anche forti, alla circolazione stradale. Incidenti, rallentamenti e blocchi al traffico sono però diminuiti dopo l’adozione di un’ordinanza specifica che impone regole di comportamento ”, spiega Antonino Marino, assessore comunale alla Polizia municipale. “Con questo atto vogliamo che gli automezzi in difficoltà siano sempre meno, evitando pericolosi blocchi alla circolazione, che rendono difficoltosi o impossibili gli interventi dei servizi di emergenza, sgombero neve e pubblica utilità. La pubblicazione dell’ ordinanza in questo periodo estivo - conclude l’assessore – vuole essere, come lo scorso anno, di ausilio agli automobilisti che avranno un margine di tempo maggiore per eventuali acquisti".
...

Pneumatici Invernali: come è andata con le gomme termiche nel 2011–2012?
gommeblog.it
lunedì 16 luglio 2012
Pneumatici Invernali e Gomme Termiche: tempo di bilanci per “Inverno in sicurezza 2011/2012”, la campagna promossa da Assogomma e Federpneus alla sua sesta edizione. A partire dalla seconda metà di aprile terminerà in tutta Italia la vigenza delle ordinanze di obbligo di circolazione con pneumatici invernali o catene da neve a bordo. E’ il momento per commentare una stagione anomala.

Innanzitutto le condizioni meteorologiche dell’inverno appena trascorso sono state diverse rispetto alle attese. In generale si sono registrate temperature più elevate rispetto alla norma, scarso innevamento in quasi tutto il Nord ed in particolare nelle località sciistiche, freddo intenso nella sola seconda parte di gennaio e nevicate abbondantissime al Centro-Sud, concentrate in una decina di giorni a cavallo tra gennaio e febbraio. Queste condizioni climatiche sono state accompagnate da un aumento esponenziale del numero di ordinanze riguardanti l’obbligo di utilizzo di pneumatici invernali o catene a bordo. Infatti, a fronte di circa 80 ordinanze della passata stagione fredda, quest’anno se ne sono contate quasi 250 che hanno interessato tutta la Penisola, nessuna regione esclusa, con circa metà delle province italiane coinvolte e la maggior parte delle arterie ad alta velocità della rete nazionale.

Vale la pena ricordare che, come previsto dal Codice della Strada, è l’ente proprietario o gestore della strada che può emanare una ordinanza di obbligo di circolazione con pneumatici invernali o catene a bordo, ovviamente non in presenza di neve, visto che la restrizione è accompagnata da un periodo di mesi di vigenza. Si tratta, infatti, di una norma con finalità preventive che può essere attivata da enti/istituzioni quali Autostrade, Anas, Regioni, Province, Comuni, ecc. Questa norma però non è accompagnata da criteri applicativi definiti su scala nazionale e ciò, di fatto, ha creato un disorientamento tra gli automobilisti, ma anche tra gli addetti ai lavori che, in molti casi, si sono trovati in difficoltà o addirittura nell’impossibilità di far applicare provvedimenti non conformi alla norma di legge. Sono infatti numerose le ordinanze che hanno introdotto l’obbligo di pneumatici invernali o catene “a bordo”, ma in caso di neve: come se fosse sufficiente avere delle catene nel bagagliaio per migliorare la sicurezza stradale e la mobilità, senza montarle in caso di suolo innevato, sempreché si sia in grado o si voglia effettuare questa operazione. Le televisioni ci hanno regalato immagini di agenti costretti ad aiutare automobilisti non in grado di montare le catene (questo non è un compito delle Forze dell’Ordine), o addirittura scene esilaranti, come autoveicoli con catene montate incrociate una sull’asse trattivo e l’altra su quello non trainante.

Questo “curioso” modo di interpretare la norma ha fatto pensare alla gente comune che il rispetto della normativa non fosse finalizzato alla sicurezza stradale ed al miglioramento della mobilità, ma uno dei tanti aggravi di spesa a cui assoggettare gli italiani. L’automobilista ha quindi reagito pensando ad evitare la sanzione e non a salvaguardare la propria sicurezza. Questo comportamento, per certi versi comprensibile, ma in contrasto con lo spirito della norma, ha generato un volano favorevole alle catene (addirittura anche non omologate) che apparentemente presentano vantaggi economici. Non si può inoltre non rilevare lo stato di crisi in cui versa il nostro Paese, che sta influenzando i comportamenti di ogni categoria, a maggior ragione le classi meno abbienti.

Questo scenario ha avuto un diretto effetto sull’andamento del mercato dei pneumatici invernali. Dopo una partenza sostenuta da fine ottobre e per tutto il mese di novembre, questo mercato ha subito un arresto nel mese di dicembre a cui è seguita una lieve accelerazione nel mese di gennaio ed in particolar modo nei primi giorni di febbraio, in corrispondenza delle copiose nevicate. Un andamento altalenante che ha portato ad una chiusura in termini di sell-out vettura di circa 8 milioni di pezzi contro i 6,5/7 milioni venduti nell’inverno precedente (erano stati 4,5 mil. nel 2009/2010 e 2,5-3 mil. nel 2008/2009). Si valuta che il mercato degli invernali abbia raggiunto circa il 25% del mercato complessivo di pneumatici vettura al ricambio, quantificabile in circa 30 milioni di unità. Un risultato complessivamente positivo, tuttavia al di sotto delle attese perché condizionato da effetti climatici, crisi economica e confusione normativa. Di seguito le parole di Fabio Bertolotti Direttore di Assogomma:

"Assogomma stima che, a fronte di un parco circolante di 36 milioni di autovetture, circa il 20% disponga ormai di un doppio treno di pneumatici. Gli italiani si stanno orientando sempre più verso l’utilizzo di pneumatici invernali, a prescindere dalle imposizioni legislative, perché sono indiscutibilmente ritenuti l’unica soluzione per tutta la stagione fredda: capaci di assicurare reali vantaggi in termini di sicurezza stradale, contribuendo a migliorare la circolazione e la mobilità durante il periodo più critico dell’anno”. Ora è tempo di sostituire i pneumatici invernali con quelli estivi. Sarà l’occasione per effettuare un attento controllo dei pneumatici invernali e, nel caso in cui fossero montati dei pneumatici estivi, sarà bene fare effettuare un check-up completo da rivenditori specialisti, ovverosia i gommisti, soprattutto assicurandosi che le pressioni di gonfiaggio siano quelle riportate sul libretto di uso e manutenzione del veicolo. Ciò consentirà, in vista dei prossimi esodi, di ottimizzare i consumi sia dei pneumatici che dei carburanti, contribuendo così a contenere spese che negli ultimi tempi costituiscono sempre di più un elemento di preoccupazione per gli automobilisti. Per quanto riguarda la prossima stagione fredda, Assogomma si ripromette di intervenire presso le istituzioni competenti, affinché si giunga ad una semplificazione della normazione e ad un’applicazione della stessa armonizzata, senza introdurre obblighi indiscriminati su scala nazionale. Occorrerà infatti prevedere – conclude Bertolotti – periodi di vigenza che siano quanto più possibile omogenei, evitando che una discutibile equivalenza giuridica tra due prodotti diversissimi, come i pneumatici invernali e le catene “a bordo”, che trovano ambiti temporali di applicazione ancor più differenti, siano anche considerati equivalenti sotto il profilo tecnico-prestazionale: una convinzione che, come è stato più volte dimostrato, è priva di ogni fondamento tecnico e pratico."
...

Gomme vecchie: parla Pirelli
motociclismo.it
mercoledì 11 luglio 2012
Come vi abbiamo già esposto nel precedente arrticolo, le gomme con qualche anno sulle spalle (ma ovviamente mai usate) non subiscono particolare invecchiamento o degrado di prestazioni, basta che siano correttamente immagazzinate. Per avere la conferma definitiva di questa cosa (spesso contraddetta da fantasiose interpretazioni che si leggono nei forum) abbiamo chiesto a Pirelli di darci la propria posizione ufficiale, presumibilmente simile anche a quella degli altri costruttori di gomme, d’altronde la materia è quella.

Ecco cosa ci ha risposto la Casa italiana, nelle parole di Marco Verona, Direttore Qualità Pirelli, divisione moto:


“Se un pneumatico è stato immagazzinato correttamente (come di norma succede nei magazzini dei costruttori e dei distributori, e con le modalità che abbiamo visto qui, ndr) è sicuramente utilizzabile anche dopo diversi anni. Si sentono discussioni inutilmente accalorate sulla “freschezza” della mescola. In realtà le gomme contengono sostanze che ne stabilizzano la composizione chimica per anni, se correttamente immagazzinate. Dunque: il pneumatico non scade. Se ben immagazzinato può essere usato anche dopo diversi anni dalla sua fabbricazione.
Non credo che la discussione sia se dopo 7 anni la gomma ancora è buona. La discussione immagino è se dopo 2 o 3 anni la gomma è buona. E la risposta è assolutamente sì (salvo immagazzinamento corretto). Senza decadimento avvertibile di prestazione.

Aggiungo altre due considerazioni:
1) Un pneumatico di 5/6 anni fa è stato quasi sicuramente sostituito da una versione più recente, visto che mediamente il ciclo di vita di una prodotto di questo genere è di 4/5 anni. Ad esempio il Diablo lanciato nel 2002 è stato sostituito dal Diablo Rosso nel 2008 che a sua volta è stato sostituito dal Diablo Rosso II nel 2011.

2) La tecnologia progredisce, le normative cambiano. Significa che le tecnologie di produzione di 5 anni fa, ad esempio, così come i materiali utilizzati, sono in parte cambiati. Dunque la stessa gomma di 5 anni fa può avere differenze prestazionali, non necessariamente peggiorative, rispetto a una prodotta recentemente. Questo incide molto di più dell’invecchiamento della gomma.

Con dei test si potrebbe dimostrare. Possiamo prendere prodotti identici (nostri o della concorrenza) che hanno solo una differenza di DOT e misurare la differenza di prestazione. Vedrete che dove esiste una differenza (in positivo o in negativo) è perché è intervenuta una modifica costruttiva o di materiali nel frattempo, non certo per l’invecchiamento”.


Questa del test è un’ottima idea, che ci stuzzica e che ai lettori farà certamente piacere vedere realizzata. State in contatto.
...

Le gomme vecchie sono buone?
motociclismo.it
mercoledì 4 luglio 2012
Ultimamente, la voglia o la necessità di risparmiare spingono a cercare prodotti dal costo abbordabile, magari anche tra i fondi di magazzino.

GOMME VECCHIE: SI POSSONO USARE?
E qui la domanda: possiamo fidarci di una gomma vecchia? Cercando la risposta in rete si trova la solita ridda di opinioni contrastanti, tra gli intransigenti del nuovo di zecca e i possibilisti del… nuovo di qualche anno. Non se ne esce. La prima cosa è sapere l’età del pneumatico, e si può agevolmente leggere sul fianco della gomma in base ai numeri posti a fianco della sigla DOT o En. Ma poi partono i dubbi.

REGOLE PER RIVENDITORI E UTENTI
Assogomma ricorda che “a livello normativo, non esistono prescrizioni o limitazioni di impiego riferite e/o collegabili alla data di fabbricazione”. Le uniche indicazioni riguardano i controlli periodici. Li deve effettuare l’utente, verificando la comparsa di deformazioni o screpolature sulle gomme, nonché l’insorgenza di rumori o vibrazioni durante la marcia. Ma Assogomma e le Case (noi abbiamo interpellato la Pirelli) danno anche precise direttive ai rivenditori riguardo all’immagazzinamento.

Lo stoccaggio deve avvenire al coperto e all’asciutto.
Le gomme vanno stoccate in modo da minimizzare le deformazioni.
Le gomme non vanno tenute una sopra l’altra in orizzontale per più di un mese
Attenzione ai fattori di invecchiamento naturale (umidità, temperatura, ozono, luce).
La movimentazione delle gomme non deve essere fatta “al lancio”.
I pneumatici non devono entrare in contatto con sostanze chimiche.
Il periodo di permanenza in magazzino deve essere il più breve possibile.
LE GOMME NON SCADONO!

Detto questo, le gomme contengono sostanze che ne stabilizzano la composizione chimica per anni quindi, rispettate le regole sopra esposte, la durata di un pneumatico nuovo si estende ben oltre il paio d’anni di cui solitamente si legge. Inoltre difficilmente dai gommisti si troveranno prodotti più vecchi di 2 o 3 anni, per via dell’ultima regola nell’elenco. In sostanza il pneumatico “non scade”, se ben immagazzinato può essere usato anche dopo diversi anni dalla fabbricazione, senza decadimento avvertibile di prestazione.

NON PENSATE SOLO AI COSTI
Quindi prendete pure una gomma con qualche anno in più del normale, ma assicuratevi che sia stata “rispettata”. Un consiglio: la sicurezza e il feeling vengono prima di tutto. Se una gomma “vecchia” vi ha fatto risparmiare ma vi fa anche guidare contratti perché sotto sotto non vi fidate, non avete fatto un buon investimento. Se invece avete sensibilità e riuscite a sfruttare anche una gomma vecchiotta, meglio per il vostro portafogli, in attesa di tempi migliori in cui tornare ad usare il meglio del meglio, costi quel che costi.
...

Vacanze Sicure 2012: partiti i controlli in Lombardia, Campania e Sicilia
pneusnews.it
venerdì 18 maggio 2012
E’ partita anche quest’anno l’iniziativa a carattere nazionale “Vacanze Sicure 2012”, nell’ambito della quale la Polizia Stradale svolgerà migliaia di controlli sullo stato delle gomme, sensibilizzando gli automobilisti sull’importanza dei pneumatici per la sicurezza stradale. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Assogomma e Federpneus, prevede quest’anno il coinvolgimento di tre importanti realtà regionali che indagheranno sullo stato dei pneumatici: Lombardia, Campania e Sicilia. “Vacanze Sicure 2012” ha preso il via da Milano il 27 aprile e terminerà a metà giugno.
Assogomma ha collaborato al progetto anche con un apposito corso di formazione dedicato al personale della Polizia Stradale impiegato nei controlli, informandolo in dettaglio su temi come la marcatura dei pneumatici e la loro omologazione in conformità con la normativa di settore.
“Il parco circolante italiano, dai dati ACI del 2011” dice Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma “ è di circa 49 milioni di veicoli di cui 37 milioni di auto. L’età media, stimata al 31 dicembre 2010, è di circa 8 anni e 2 mesi con una tendenza ad aumentare anziché ridursi proprio in relazione ad un minor numero di chilometri percorsi, anche per l’aggravio dei costi di carburante. Le decine di migliaia di controlli, effettuati negli anni passati dalle Forze dell’Ordine, hanno rilevato pneumatici lisci dall’8% al 10%, danneggiati visibilmente dal 3% al 10%, nonché quantità significative di pneumatici non omologati: quest’ultimo fenomeno in crescita a causa delle importazioni da Paesi Terzi. A questo panorama, certo non confortante, vanno aggiunte le vetture che circolano con pneumatici sgonfi: da indagini effettuate si stima che la metà delle auto circola con pneumatici sotto gonfiati e di queste il 7-8% hanno pressioni di gonfiaggio inferiori del 20% a quella corretta e quindi da considerarsi in condizioni di possibile pericolosità”.

“La riduzione degli incidenti stradali. È questo il primo obiettivo strategico che perseguiamo in vista del traguardo fissato dalla Commissione europea dell’abbattimento della mortalità entro il 2020”, sostiene Maria Luisa Pellizzari, Direttore del Servizio Polizia Stradale. “La nostra attenzione è rivolta in maniera crescente al controllo del veicolo e dei comportamenti alla guida. Perché siamo convinti che non si è mai troppo attenti al controllo delle condizioni degli pneumatici che devono assicurare frenata, aderenza, comfort e precisione di guida e sono perciò fondamentali per viaggiare in sicurezza. Allo stesso modo siamo convinti che il rispetto dell’obbligo dell’utilizzo dei sistemi di ritenuta, soprattutto le cinture di sicurezza posteriori e l’uso dei seggiolini per i bambini, possa essere più rilevante, soprattutto in alcune zone del nostro paese. Non si tratta solo di evitare qualche sanzione pecuniaria che il codice stradale prevede. In gioco vi è un interesse certamente superiore: la nostra e l’altrui sicurezza.”

“Pochi centimetri di gomma - sostiene Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma – servono infatti a garantire aderenza e tenuta di strada e sono perciò fondamentali per viaggiare in sicurezza. Controllo della pressione e dello stato di usura sono buone norme di utilizzo dei pneumatici e questo anche in un’ottica di risparmio del carburante con conseguente salvaguardia dell’ambiente”.

L’idea è quella di interessare tre territori diversi per morfologia e traffico, uno al Nord, uno al Sud e un’isola, che rappresentano quasi il 30% del parco circolante italiano e quindi potranno fornire un quadro attendibile. Sarà l’occasione per porre l’attenzione sulle aree di maggiore criticità rispetto allo stato degli pneumatici per poi realizzare iniziative specifiche di informazione e controllo.

“La gentile collaborazione offerta da Assogomma – afferma Tommaso Cacciapaglia , Dirigente del Servizio Polizia Stradale del Compartimento della Lombardia - offre ancora una volta l’opportunità alla Polizia Stradale di effettuare mirati controlli volti a garantire la sicurezza nella circolazione. Oltre al controllo dello stato di usura degli pneumatici, la Polizia Stradale svolgerà verifiche sull’uso delle cinture di sicurezza nonché sull’efficienza dei veicoli. Infatti nonostante le autovettura siano costruite con sistemi volti a garantire sempre maggiore sicurezza, rimane imprescindibile il rispetto delle regole del Codice della Strada a cui detti controlli sono rivolti.”

Le gomme rappresentano infatti l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo ed è particolarmente importante richiamare l’attenzione sulla loro efficienza in periodi di partenze per le vacanze. Già da qualche giorno con il primo esodo pasquale si è aperta la stagione di gite e spostamenti che durerà fino ai veri e propri esodi estivi. Un periodo, quindi, particolarmente intenso per il traffico e dunque il momento ideale per proporre una campagna di sensibilizzazione sull’argomento. In caso di pioggia, un pneumatico liscio rispetto ad uno in buono stato può raddoppiare lo spazio di frenata, mentre una gomma sgonfia può mettere a rischio la stabilità del mezzo fino ad un cedimento strutturale (scoppio) a maggior ragione quando le temperature raggiungono livelli elevati.

In Italia da anni oltre 5.000 gommisti mettono a disposizione gratuitamente la loro opera controllando e gonfiando i pneumatici. Questi controlli sono principalmente riferiti alla corretta pressione delle gomme, allo stato di usura, all’omologazione e alla conformità alla carta di circolazione.
...

Pneumatici, nel 2010 risparmiati 237 mln di euro con i ricostruiti
ANSA
mercoledì 21 dicembre 2011
ROMA - Centoquindici milioni di litri di petrolio risparmiati ed una minore spesa di 237 milioni di euro. Questo il bilancio dei risparmi su carburante e costi ottenuto nel corso del 2010 attraverso la ricostruzione di pneumatici.
Complessivamente, - secondo quanto si legge in una nota diffusa da Econometrica - attraverso questo procedimento e' stato possibile risparmiare 114,6 milioni di litri di petrolio, 32.733 tonnellate di materie prime, evitando inoltre che 33.200 tonnellate di pneumatici usati diventassero rifiuti. Se da un punto di vista ambientale ed ecologico il risparmio e' stato notevole, va preso in considerazione anche il carattere economico, oggi ancora piu' importante che in passato: nel 2010 ad esempio il risparmio generato dall’impiego di pneumatici ricostruiti e' stato infatti di ben 237 milioni di euro. In particolare, il processo di ricostruzione dei pneumatici viene avviato solo dopo avere verificato accuratamente l’integrita' della struttura e rimosso il battistrada usurato. A quel punto viene applicato un nuovo battistrada attraverso un processo di vulcanizzazione, a freddo o a caldo, che rinnova il pneumatico in modo assolutamente sicuro. Il processo e' garantito dal rispetto delle normative europee che disciplinano l’attivita' di ricostruzione: i regolamenti Ece Onu 108 per i pneumatici per autovettura e 109 per i pneumatici per autocarro. Negli ultimi anni questo processo particolare ha attecchito solo ed esclusivamente sul settore degli autoveicoli industriali le cui gomme vengono ricostruite anche piu' volte e i principali produttori di pneumatici investono e comunicano sulla ricostruibilita' dei loro prodotti. Inoltre, anche i pneumatici per aereo vengono ricostruiti piu' volte, a dimostrazione proprio della sicurezza dell’attivita' di ricostruzione.
...

Grillo promuove i ricoperti, ma l’eco-contributo sottrae materia prima
pneusnews.it
giovedì 6 ottobre 2011
Davide Bono, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Piemonte di Beppe Grillo, nell’ambito di una rubrica che cura sulle “aziende sostenibili” piemontesi, ha visitato la Vergom di Trino Vercellese, che con 10 artigiani ricostruisce pneumatici per utilizzo stradale dal 1965, sia per camion che per auto anche di modello sportivo. Bono, che ha testato personalmente un set di gomme ricostruite, ne è rimasto colpito: "-50% di impatto sull'ambiente, -50% per le mie tasche". E, oltre al vantaggio economico e ambientale, il consigliere regionale ha sottolineato l’assoluta sicurezza dei ricostruiti, che devono essere certificati ECE ONU 108, cioè sottostare alle stesse prove di resistenza, affidabilità e durata previste per gli pneumatici nuovi.

I problemi sollevati dal consigliere sono però due:
1. se è vero che, per legge, le pubbliche amministrazioni sono tenute ad acquistare almeno il 20% di ricostruiti per le proprie flotte, chi controlla che questa norma e la relativa quota venga applicata?

2. Il sistema di gestione dei pneumatici fuori uso e l’ecoincentivo introdotto dal 7 settembre, dice il consigliere “stanno gettando nel panico la filiera del ricostruito, che sottrae pneumatici usati, esclusi quelli con difetti o scarsa qualità della carcassa, per ricoprirli di nuovo battistrada”. Bono ha anche interpellato l'Associazione Italiana Pneumatici Ricostruiti (AIRP) a riguardo, ma, afferma, “anche loro sono in attesa degli eventi: sembra però che ci sia già stato un drastico calo della reperibilità di pneumatici usati ricostruibili”.

La conclusione del consigliere Bono è la seguente: “Ovviamente è presto per fare bilanci, però mi viene da pensare ad un Governo schizofrenico: da un lato obbliga all'utilizzo di ricostruiti (tra l'altro chi controlla il rispetto delle quote?) e dall'altra uccide l'approvvigionamento della materia prima seconda. Per questo ho presentato un'interrogazione in Regione sui relativi controlli e nel frattempo seguirò gli sviluppi della vicenda”.
...

La gomma ricostruita sfida la green economy
Avvenire
venerdì 25 marzo 2011
Ecologia e risparmio: sono queste le principali caratteristiche dei pneumatici ricostruiti, almeno stando a quanto riferiscono i fabbricanti. Prodotti per l’auto e non solo che anche in Italia sembra stiano prendendo piede. Infatti, secondo l’Airp (l’Associazione italiana ricostruttori pneumatici), la carta verde della “green economy” ha portato nel 2009 ad un incremento della quota di questo particolare mercato e «al risparmio di 222 milioni di euro, 114 milioni di litri di petrolio e 32.544 tonnellate di altre materie prime». Non solo, secondo i principali attori di questo comparto, la ricostruzione delle gomme, permette anche la possibilità di offrire al cliente un prezzo più accessibile. «Quello dello pneumatico ricostruito è un mercato ormai consolidato e in continua crescita in Europa e nel nostro paese – spiega Maurizio Andreozzi, fondatore di Hardgreen.it, portale specializzato nella vendita di pneumatici ricostruiti –. Il principio di base consiste nel riutilizzo dello pneumatico usato, alla cui carcassa, che mantiene invariate le caratteristiche strutturali per cicli molto più lunghi rispetto al battistrada, viene applicata una gomma ricostruita. Un metodo che, oggi, garantisce all’ambiente un importante risparmio ecologico e all’utente i livelli di sicurezza del nuovo a fronte di un considerevole risparmio economico».
...

Hardgreen.it, il nuovo portale di e-commerce per i ricostruiti
pneusnews.it
giovedì 10 marzo 2011
E’ nato Hardgreen.it, il primo portale italiano di e-commerce e informazione per l’acquisto di pneumatici ricostruiti. “Lo scopo è quello di sciogliere i dubbi e le perplessità che pregiudizialmente aleggiano attorno al ricostruito – spiega Maurizio Andreozzi, fondatore di Hardgreen.it – proponendo materiale informativo aggiornato ed esaustivo, nonché quello di semplificare il reperimento e l’acquisto di pneumatici a chi fosse interessato, automobilisti o trasportatori”.
I pneumatici rigenerati venduti su Hardgreen.it sono prodotti da due aziende italiane specializzate nella ricostruzione, la PR Pneumatici di Pistoia e la Tagomtires di Modena e sono disponibili nelle misure più in uso. Attualmente la gamma copre circa il 70% del parco auto circolante, ma è in previsione di arrivare entro pochi mesi al 100% con disponibilità di tutte le misure, anche quelle più grandi.

Quando abbiamo chiesto a Loris Andreozzi, uno dei soci e designer di comunicazione che ha realizzato il portale, chi ci fosse dietro il progetto di e-coommerce, ci ha risposto: “la Hardgreen Srl, proprietaria del sito, non ha in realtà nessun legame di tipo societario con i due fornitori e anzi vogliamo in futuro instaurare rapporti di collaborazioni anche con altre aziende italiane che si occupano di ricostruzione”.
Il padre di Loris, Maurizio Andreozzi, che proviene dal mondo della distribuzione dei pneumatici, ha avuto l’idea del portale, osservando il successo che stanno avendo i pneumatici ricostruiti nei mercati esteri e, insieme ai figli Loris e Paolo e al socio Carlo Beretta, ha realizzato il progetto Hardgreen che sta muovendo in questi mesi i primi passi.
In Italia la percentuale di pneumatici destinati alla ricostruzione sul totale degli usati è passata dal 14% del 2006, al 19% del 2009. I dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Etrma (European Tyre and Rubber Manifacturers’ Association). “L’Italia sta dimostrando da tempo grande sensibilità in Europa rispetto a questo mondo – afferma Maurizio Andreozzi - come dimostrano i dati a disposizione e la sentenza, emanata dalla Corte Costituzionale nel 2004 per la tutela ambientale, all’interno della quale è stato ribadito l’obbligo della riserva di pneumatici ricostruiti in quota pari al 20% negli acquisti finalizzati al ricambio delle flotte pubbliche”.

Tra i maggiori utilizzatori di pneumatici ricostruiti figurano i settori del trasporto pesante e, soprattutto, del trasporto aereo. “Il ricostruito riduce la produzione di rifiuti – prosegue Andreozzi - ogni anno, infatti, nell'Unione Europea la sostituzione dei pneumatici genera in media 225 milioni di gomme da smaltire a cui se ne aggiungono diversi altri derivanti dai veicoli a fine vita. Il problema del loro impatto sull'ambiente è molto serio: occorrono circa 100 anni perché un pneumatico si deteriori completamente. Con la ricostruzione è possibile rallentare in modo considerevole il flusso di smaltimento”.

Su Hardgreen è possibile acquistare pneumatici ricostruiti per automobili, fuoristrada e mezzi da trasporto leggero. Dal sito è possibile ordinare la spedizione gratuita di ogni misura di gomma per le suddette categorie di automezzi con consegna, in tre giorni e sei per le isole, a domicilio oppure presso uno degli oltre 170 gommisti ormai convenzionati, che, per una cifra che varia da 7 a 12 euro per pneumatico, li monta e bilancia. I prodotti commercializzati sono tutti made in Italy e coperti da una garanzia di 5 anni.

“Siamo partiti da pochissimo tempo”, conclude Loris Andreozzi, “ma siamo ottimisti, perché il mercato ci sta dando segnali molto positivi.”
...

Pneumatici ricostruiti, costano meno e sono più ecologici
GoGreen - Virgilio
martedì 8 marzo 2011
La sicurezza in automobile è la prima cosa. E la condizione degli pneumatici è una delle prime cose da controllare per rendere affidabile la guida. Battistrada usurati e gomme sgonfie non aiutano e, soprattutto, fanno consumare di più incidendo più pesantemente sull’ambiente.
Anche perché, a oggi, sostituire un copertone significa nel 50% dei casi destinare quelli vecchi alle discariche o agli inceneritori. Solo un quinto viene riciclato e trasformato, fra le altre cose, in materiale isolante o in materia prima per l’industria calzaturiera.

Da oggi, però, c’è un’alternativa in più. Al posto di nuovi pneumatici si può optare per quelli ricostruiti che utilizzano solo 5,5 litri di petrolio, rispetto ai 25 litri che servono per un pneumatico nuovo. In pratica, il battistrada usurato viene asportato e sostituito con nuovo materiale, corrispondente all’originale. La ricostruzione delle gomme è effettuata secondo elevati standard (normati a livello europeo) e la loro affidabilità è analoga, per sicurezza e durata, a quella delle gomme nuove.
Oltre a un bene per l’ambiente – si diminuisce in questo modo la quantità di copertoni da smaltire – è un bene anche per il portafoglio. Il prezzo di vendita, infatti, varia tra un 25% e un 50% in meno rispetto al nuovo.
La percentuale di persone che ha scelto questo tipo di pneumatici è salita dal 14% del 2006 al 19% del 2009. E, proprio per soddisfare la crescente domanda, è nato un portale dedicato Hardgreen.it.
...

Pneumatici ricostruiti o rigenerati: che cosa sono?
tuttogreen.it
mercoledì 2 febbraio 2011
Un pneumatico fuori uso impiega circa 100 anni per decomporsi.
Nell’Unione Europea l’accumulo annuale di pneumatici usati è di circa 250 milioni di pezzi.
In Italia, ogni anno, si dismettono circa 300.000 tonnellate di pneumatici, gran parte dei quali vengono smaltiti mediante interramento nelle discariche e altri, ahimè, abbandonati a se stessi sul ciglio delle strade o sugli argini dei fiumi, con grave danno, in entrambi i casi, per l’ecosistema.
E’ un dato scientificamente consolidato, peraltro, che una parte importante dell’inquinamento atmosferico legato ai mezzi di locomozione stradale non dipende più tanto dalle emissioni dei motori, ormai tecnologicamente all’avanguardia, bensì, piuttosto, dalle prestazioni degli impianti frenanti: in particolare, ciò che genera le polveri sottili è lo sfregamento delle pastiglie sui dischi dei freni, sfregamento che ovviamente tanto più aumenta quanto più il pneumatico, a maggior ragione se usurato, genera resistenza nelle normali andature, in particolare nelle curve, e in fase di frenata, specie se improvvisa.

Parlare di pneumatici ecologici, quindi, significa affrontare un duplice problema: da una parte, commercializzare un prodotto che garantisca elevate prestazioni unite a sicurezza e affidabilità; dall’altra, risolverne il problema dello smaltimento.

Rappresentano una prima novità i pneumatici cosiddetti ‘ricostruiti’ o ‘rigenerati’: in commercio già da qualche anno, si tratta di copertoni cui il battistrada usurato è stato asportato e sostituito con materiale nuovo, ricavato da altri pneumatici usati, dalla struttura però intatta. La ricostruzione è possibile, in quanto la struttura portante della gomma ha generalmente vita più lunga del battistrada: una volta effettuati la sostituzione della parte esterna e il controllo relativo alla centratura ed equilibratura, il pneumatico è soggetto alla vulcanizzazione, attraverso la quale le parti vecchie e nuove si fondono tra loro.
Ma, se i pneumatici dei veicoli pesanti possono essere ricostruiti in questo modo fino a 3 volte, nel caso delle gomme per automobili ciò è possibile una sola volta.
I copertoni devono essere ricostruiti a norma europea (Ece Onu 108 e 109, per veicoli pesanti) e devono essere contraddistinti dalla seguente marchiatura:

• sul lato del pneumatico è indicata la sigla “108 R”;
• all’interno di un cerchio appare la lettera “E”;
• segue una cifra composta da sei numeri.

Inoltre, devono altresì essere presenti:
• l’indicazione “Ricostruito” o “Retread”;
• il marchio, ovvero nome del ricostruttore;
• la settimana di ricostruzione ed il relativo anno.

In termini di attenzione per l’ambiente, preferire la ricostruzione dei pneumatici alla loro sostituzione significa fare una scelta ecosostenibile: infatti, mentre per la produzione di un singolo pneumatico nuovo vengono consumati tra i 20 e i 28 litri di greggio, in caso di pneumatici ricostruiti l’impiego si riduce a circa 5,5 litri; inoltre, attraverso la ricostruzione si preserva complessivamente circa l’80% del vecchio pneumatico, evitandone così l’eliminazione anticipata in discarica.

Ma questa scelta è vantaggiosa anche in termini economici: è stato calcolato che ogni anno gli automobilisti italiani risparmiano intorno ai 260 milioni di euro, poiché i copertoni ricostruiti costano fino al 50% in meno rispetto ai nuovi e, se in regola rispetto alla succitata normativa Ece Onu 108/109, non si rinuncia affatto a qualità, durata, affidabilità e sicurezza.
In ogni caso, i copertoni dovrebbero essere ispezionati ogni 5 anni, indipendentemente dal numero di chilometri percorsi.
...

Gli pneumatici ricostruiti si acquistano online
greenMe.it
lunedì 10 gennaio 2011
Ecco i vantaggi di scegliere un copertone rigenerato.

Da oggi acquistare pneumatici rigenerati diventa semplice e alla portata di tutti. Con il nuovo sito www.hardgreen.it, infatti, basta un click per avere direttamente a casa un copertone ecologico, di produzione italiana, realizzato ricostruendo i vecchi pneumatici, e contribuire così a ridurre lo smaltimento in discarica della gomma, ma anche il fenomeno dello smaltimento illegale dei copertoni che secondo l'ultimo dossier di Legambiente “Copertone selvaggio” ha disperso nell'ambiente oltre 100.000 tonnellate di pneumatici fuori uso.

Osteggiati dalle principali case produttrici, diffusissimi all'estero, finalmente anche in Italia cominciano ad essere apprezzati e scelti da sempre più persone. Gli pneumatici rigenerati venduti su Hardgreen.it - una nuova realtà nata dall’esperienza decennale nel campo di due dei soci fondatori (Maurizio e Carlo) affiancati da 2 giovani esperti di Marketing (Loris e Paolo) – sono prodotti e selezionati da due aziende italiane specializzate nella ricostruzione dei pneumatici, la Rigagomme di Campo Tizzoro (PT) e la Tagomtires di Modena e sono disponibili nelle taglie più in uso, compresi gli pneumatici invernali (Gomma termica o da neve). Attualmente la gamma degli pneumatici ricostruiti venduti sul nuovo sito internet copre circa il 70% del parco auto circolante, ma è in previsione di arrivare entro pochi mesi al 100% con disponibilità di tutte le misure, anche quelle più grandi.

Ma come funziona l'acquisto?

Su Hardgreen.it il cliente acquista gli pneumatici – garantiti 5 anni - ad un prezzo comprensivo di IVA E TRASPORTO sino a casa o può scegliere di fare arrivare i propri pneumatici presso uno dei centri di montaggio pneumatici convenzionati. Quest'ultimo è a carico del cliente (la cifra varia da 7 euro a 12 euro per pneumatico bilaciato e montato sull’auto..

Ma perché acquistare un pneumatico ricostruito? Esistono principalmente 3 buoni motivi, rispettivamente di carattere energetico, ecologico, ma anche economico.

1) Risparmio energetico e di materiali
E' stato stimato che per lo stesso volume di produzione, l’industria del nuovo avrebbe impiegato 71.400 tonnellate di materie prime (gomma naturale e sintetica, nero fumo, acciaio, rame, fibre tessili e artificiali, oli aromatici, prodotti chimici) in buona parte provenienti dalla importazione o dalla lavorazione di prodotti petroliferi, contro 20.000 tonnellate utilizzate dal ricostruito per il solo ripristino del battistrada consumato.

Il risparmio di materie prime che ne consegue è quindi di 51.400 tonnellate, cui si aggiunge il differenziale di contenuto energetico necessario per la produzione, stimato in < Tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

Questi risultati hanno una ricaduta molto positiva anche sulla bilancia commerciale del Paese che, con la ricostruzione di pneumatici e con il suo indotto nel 1998 ha ridimensionato il deficit accumulato dall’industria del pneumatico nuovo per effetto del negativo andamento import/export, deficit risultato pari a 343 miliardi di lire.

Infatti, l’esportazione di coperture rigenerate presenta un saldo attivo di oltre 47 miliardi di lire, cui si aggiunge quello derivante dalla esportazione di materiali non vulcanizzati per la ricostruzione pari ad oltre 65 miliardi di lire.
A queste cifre va sommato il saldo attivo acquisito anche dall’esportazione di macchinari e stampi, di cui manca la rilevazione per l’eterogeneità dei prodotti venduti all’estero, ma che si presume molto rilevante, data l'ottima reputazione di cui gode la tecnologia "Made in Italy" del settore nel mondo.

2) Risparmio ecologico
Sulla base degli stessi presupposti produttivi, la riemissione sul mercato del ricambio di 2.960.000 pneumatici ricostruiti ha sottratto alla discarica o ad altri sistemi di smaltimento distruttivo o nocivo una quantità pari a tonnellate di pneumatici usatiche con il solo rifacimento del battistrada consumato nel primo arco di vita del prodotto, sono stati restituiti alla loro originaria funzione.

3) Risparmio economicoSe al posto dei pneumatici ricostruiti l’utente-automobilista o autotrasportatore avesse dovuto sostituire quelli usurati con prodotti nuovi, avrebbe speso complessivamente 420 milioni di Euro, contro i 160 milioni di lire effettivamente pagati, con un risparmio secco di 260 milioni di Euro, destinabili al finanziamento di altri consumi.

In pratica l'acquisto di 4 pneumatici ecologici permette di consumare circa 75 litri di petrolio in meno oltre ad evitare di mandare in discarica 40 kg di rifiuti non facendo aumentare i 15 milioni di tonnellate di pneumatici usati che ogni anno in Europa vengono smaltiti in discarica o inceneriti!

Sono queste le credenziali più significative con cui il pneumatico ricostruito , dopo la lunga crisi che lo ha portato ai minimi storici per una serie di ingiuste penalizzazioni strutturali, burocratiche e fiscali che occorre rimuovere al più presto se si vuole assicurare la sopravvivenza del settore.

Auspichiamo a questo proposito che l’Italia si faccia promotrice di sgravi fiscali (per es. l’Iva al 4%) in questo modo si favorirebbe l’acquisto del pneumatico ricostruito anche per l’automobilista che non ha una motivazione ecologica ma solo economica – spiega Maurizio Andreozzi, uno dei fondatori di HardGreen.it - Infatti sarebbe attratto dall’acquisto per il risparmio notevole (dal 30 al 55% in meno) e con strumenti fiscali adeguati il risparmio si aggirerebbe oltre il 50%!
...

La sicurezza viaggia sui pneumatici
AIRP
martedì 21 dicembre 2010
Pneumatici ricostruiti invernali: autotrasporto sicuro, economico ed ecologico

Freddo, neve e ghiaccio possono creare notevoli problemi per la sicurezza della circolazione stradale. In questa situazione, sottolinea Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici), assume una grande importanza assicurare condizioni di perfetta efficienza a tutti gli autoveicoli, a partire dai pneumatici. In particolare nel caso dei mezzi pesanti, che spesso si trovano ad attraversare diverse zone geografiche con condizioni meteorologiche molto differenti, avere l’equipaggiamento adatto per affrontare freddo, ghiaccio e neve è una soluzione necessaria per viaggiare in sicurezza e a volte per evitare il fermo del mezzo che può anche determinare limiti alla circolazione stradale. A questo riguardo, secondo Airp, una soluzione interessante è quella di montare pneumatici invernali ricostruiti per autocarro che offrono affidabilità, sicurezza ed economia di esercizio, valore aggiunto imprescindibile date le criticità del settore dell’autotrasporto. Inoltre è bene ricordare che proprio in relazione alle avverse condizioni climatiche sono possibili provvedimenti restrittivi della circolazione con la prescrizione obbligatoria che “i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o ghiaccio” (art. 6 C.d.S.). Al di là degli obblighi di legge, l’utilizzo degli invernali si sta sempre più diffondendo come equipaggiamento normale per tutta la stagione fredda.

La scelta di pneumatici invernali rinnovati, evidenzia Airp, è particolarmente efficace in quanto coniuga sicurezza, affidabilità, risparmio e rispetto per l’ambiente. Il pneumatico ricostruito, infatti, nella sua declinazione invernale è un prodotto sicuro e tecnologico con prestazioni analoghe a quelle del pneumatico nuovo di qualità. Inoltre i pneumatici ricostruiti costano molto meno di quelli nuovi, perché il processo di ricostruzione ripristina il battistrada di un pneumatico la cui struttura è stata preventivamente e scrupolosamente verificata nella sua integrità. Il contenimento dei costi di esercizio è un tema imprescindibile per le aziende di autotrasporto che devono garantire al contempo efficienza e riduzione dei costi operativi. Obiettivi raggiungibili proprio attraverso un maggior impiego di pneumatici ricostruiti.

A garanzia della sicurezza è bene ricordare che la ricostruzione di pneumatici è disciplinata dai regolamenti ECE ONU 108 per vettura e 109 per autocarro, obbligatori dal 2006, che definiscono severi parametri tecnici, regolamentano le diverse fasi del processo produttivo di ricostruzione, le marcature e i controlli.
Per saperne di più: www.asso-airp.it

Bologna, 21 dicembre 2010
...

Perché non montare pneumatici invernali ricostruiti?
AIRP
martedì 30 novembre 2010
Una soluzione che coniuga sicurezza, risparmio e rispetto per l’ambiente

Basse temperature, asfalto bagnato o innevato, costituiscono d’inverno un serio pericolo per la circolazione stradale. E non sono da sottovalutare nemmeno le strade apparentemente pulite. Quando la temperatura scende, infatti, occorre che il veicolo sia posto nelle migliori condizioni per affrontare le avversità climatiche, a partire dai pneumatici. Secondo Airp (Associazione Italiana Ricostruttori di Pneumatici) la soluzione più opportuna è quella di montare pneumatici invernali (distinguibili dalla marcatura di legge M+S, oppure M-S, M&S, MS, M/S), cioè gomme adatte per l’impiego durante tutto il periodo freddo, non solamente in caso di neve e ghiaccio, ed in grado di mantenere eccellenti prestazioni anche su strada asciutta.

Ma quando è consigliabile montare gli invernali? In linea di massima, sottolinea Airp, il periodo più idoneo di utilizzo è appunto durante tutta la stagione invernale. E’ bene ricordare, inoltre, che proprio in relazione alle avverse condizioni climatiche sono possibili provvedimenti restrittivi della circolazione con prescrizione ex lege che “i veicoli siano muniti, ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o ghiaccio”. Rimane il fatto che, al di là degli obblighi di legge, l’utilizzo degli invernali si sta sempre più diffondendo e sono sempre di più le auto che montano le gomme invernali.

Da questo punto di vista, secondo Airp, una ottima scelta in grado di coniugare sicurezza, affidabilità, risparmio e rispetto per l’ambiente è l’impiego su autovetture e 4X4 dei pneumatici invernali ricostruiti. Il pneumatico rinnovato, infatti, anche nella sua declinazione invernale è un prodotto sicuro e perfettamente compatibile con la scelta di soluzioni rigorose dal punto di vista tecnologico e per di più con prestazioni del tutto analoghe di quelle del pneumatico nuovo e di qualità. Ma la ricostruzione offre vantaggi notevoli anche su altri fronti. Ricostruire un maggior numero di pneumatici utilizzando le strutture portanti che in seguito ad accurati controlli si rivelano ancora perfettamente integre dopo il primo impiego, permette infatti di contribuire in misura considerevole a salvaguardare l’ambiente. La ricostruzione consente infatti di allungare il ciclo di vita del prodotto nuovo di qualità e quindi di rallentare il flusso di smaltimento delle gomme usate. Oltre a ciò, sul piano della sicurezza, il processo di ricostruzione è assolutamente affidabile. La ricostruzione del pneumatico consiste infatti nel selezionare con rigorosi processi le strutture portanti ancora perfettamente integre di pneumatici che hanno già avuto un ciclo di vita e che hanno quindi il battistrada usurato e nel dotare la struttura portante di un nuovo battistrada, con un processo produttivo, rigorosamente certificato secondo i regolamenti ECE ONU 108 e 109, che assicura l’assoluta affidabilità del prodotto che si ottiene.

La ricostruzione – sottolinea infatti Airp - si basa su processi di produzione particolarmente avanzati ed affidabili. L’applicazione del nuovo battistrada, infatti, avviene con tecnologie, come la vulcanizzazione, che fanno sì che struttura portante e battistrada costituiscano un tutto unico esattamente come nei pneumatici nuovi. Per queste ragioni i pneumatici ricostruiti oggi rappresentano una soluzione ampiamente affermata in tutti i settori del trasporto, compreso quello aereo.

Bologna, 30 novembre 2010
...

Pneumatici ricostruiti sotto i riflettori
OmniAuto.it
martedì 2 novembre 2010
Il bilancio 2009 è accompagnato dalla richiesta delle aziende di produrre di più.

L'industria italiana della ricostruzione dei pneumatici vuole crescere. L'aver raggiunto nel 2009 il risparmio di 222 milioni di euro, 114 milioni di litri di petrolio e 32.544 tonnellate di altre materie prime non è abbastanza. Il bilancio ecologico ed economico della ricostruzione dei pneumatici in Italia redatto da Airp è accompagnato dalla richiesta della stessa Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici di aumentare ulteriormente la produzione, "allineandosi a quella delle altre nazioni economicamente avanzate", si legge nella nota. Ciò permetterebbe, secondo l'Airp, di sfruttare appieno le valenze ambientali ed economiche dei ricostruiti e contribuirebbe in modo determinante al contenimento dei costi e dei consumi energetici.

Per spiegare questo concetto l'Airp ricorda che per produrre la gomma necessaria per costruire un pneumatico di un'auto occorrono circa 30 litri di petrolio, mentre per un pneumatico industriale l’impiego di petrolio è di circa 100 litri. Questo consumo di materie prime può essere risparmiato se il pneumatico usato, ma ancora integro nella struttura portante viene ricostruito, perché l'esigenza di sostituire le gomme degli autoveicoli circolanti comporta ogni anno in Europa la necessità di smaltire più di 220 milioni di gomme (oltre 40 milioni nel nostro Paese) con evidenti potenziali impatti nocivi sull'ambiente.

In termini di affidabilità, l'Airp ci tiene a sottolineare che l'intero processo di ricostruzione è soggetto a controlli obbligatori regolamentati dalle norme europee e dal fatto che i pneumatici ricostruiti sono molto diffusi proprio su mezzi di trasporto come aerei, autocarri e autobus dove le sollecitazioni e gli stress meccanici sono maggiori. Si pensi che anche il Parlamento italiano ha elevato al 50% la quota di pneumatici ricostruiti nelle pubbliche amministrazioni.

Eleonora Lilli
...

Primati da green economy per l’industria di ricostruzione di pneumatici
AIRP
martedì 2 novembre 2010
Nel 2009, solo in Italia, risparmiati 222 milioni di euro, 114 milioni di litri di petrolio e 32.544 tonnellate di altre materie prime.

32.997 tonnellate di pneumatici usati non immessi nell’ambiente per essere invece avviati alla ricostruzione, risparmio di 32.544 tonnellate di materie prime, riduzione del consumo energetico di 114 milioni di litri di petrolio ed equivalenti, minore spesa di 222 milioni di euro per l’utilizzatore finale, in quanto un pneumatico ricostruito costa decisamente meno di un pneumatico nuovo. Sono questi i dati salienti del bilancio ecologico ed economico della ricostruzione dei pneumatici in Italia per il 2009 redatto da Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici).

Nel nostro Paese, sottolinea Airp, la pur considerevole quota della ricostruzione sugli acquisti di pneumatici di ricambio dovrebbe, però, aumentare ulteriormente allineandosi a quella delle altre nazioni economicamente avanzate. Ciò permetterebbe di sfruttare appieno le valenze ambientali ed economiche dei ricostruiti e contribuirebbe in modo determinante al contenimento dei costi e dei consumi energetici a tutto beneficio dell’ambiente, degli automobilisti, delle aziende di autotrasporto pubbliche e private e della stessa fattura petrolifera italiana.

Basti pensare che per produrre la gomma necessaria per costruire un pneumatico di un’autovettura occorrono circa 30 litri di petrolio, mentre per un pneumatico industriale l’impiego di petrolio è di circa 100 litri. Questo consumo di materie prime può essere risparmiato se il pneumatico usato ma ancora integro nella struttura portante viene ricostruito.

L’esigenza di sostituire le gomme degli autoveicoli circolanti comporta ogni anno in Europa la necessità di smaltire più di 220 milioni di gomme (oltre 40 milioni nel nostro Paese) con evidenti potenziali impatti nocivi sull’ambiente. Con la ricostruzione è invece possibile allungare il ciclo di vita del pneumatico nuovo di qualità e quindi rallentare la trasformazione delle gomme in rifiuto. In pratica, come prima si diceva, dalla carcassa originale ed ancora in perfetto stato di efficienza del pneumatico il ricostruttore, avvalendosi di macchinari e tecnologie particolarmente affidabili, rimuove il battistrada usurato e lo sostituisce con il nuovo. L’affidabilità dell’intero processo di ricostruzione è assicurata da controlli obbligatori molto accurati rigorosamente regolamentati dalle norme ECE ONU 108 e 109 e dal fatto che i pneumatici ricostruiti sono molto diffusi proprio su mezzi di trasporto come aerei, autocarri e autobus dove le sollecitazioni e gli stress meccanici sono maggiori.

E proprio per queste ragioni, la valenza ecologica dei ricostruiti è stata ufficialmente riconosciuta anche in Italia sul piano normativo dal Ministero dell’Ambiente (decreto 9/1/2003) che ha esentato i pneumatici usati dalla normativa sui rifiuti. Ed anche il Parlamento italiano ha stabilito con legge l’obbligo per le pubbliche amministrazioni e per i gestori di pubblici servizi di riservare ai ricostruiti almeno il 20% degli acquisti di pneumatici di ricambio.

Bologna, 2 novembre 2010
...

 
CARRELLO
0 Pz.
0,00 €