Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei navigatori.
Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.   INFO   OK
HardGreen.it Il Pneumatico Ecologico
 
LO SMALTIMENTI DEGLI PNEUMATICI FUORI USO
Un problema
planetario
Sono più di un miliardo i pneumatici nuovi per autoveicoli che ogni anno escono dalle fabbriche dei maggiori Produttori mondiali situate per circa il 40% nelle due Americhe, per il 35% in Asia e per il 25% in Europa. Questa imponente massa di prodotti ha una sola funzione: quella di fare girare il mondo come equipaggiamento degli oltre 700 milioni di autoveicoli che ogni giorno si muovono sulle strade e quindi di perdere per usura parte del suo peso rotolando sul terreno, fino a concludere il loro primo ciclo naturale di vita utile.

Raggiunto questo stadio, che fine fanno i pneumatici usati? Bastano i numeri, più sopra citati, per comprendere che in ogni Paese industrializzato il problema del loro smaltimento assume proporzioni gigantesche, quali che siano la densità del parco circolante, le percorrenze medie, le condizioni di impiego, la durata dei pneumatici in rapporto alle condizioni stradali ed il loro grado di sfruttamento.

In un rapporto stilato nel 1987 dalla Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite di Ginevra si legge che nel mondo con riferimento all’anno 1983 sono usciti dal mercato sotto forma di rifiuto più di 720 milioni di pneumatici per autoveicoli, per un peso totale di oltre 15 milioni di tonnellate.

Nel sottolineare l’enorme dimensione di questo fenomeno, già allora gli Esperti ONU sollecitavano i Governi dei singoli Paesi aderenti ad adottare misure legislative ed economiche per sensibilizzare imprenditori e consumatori al problema del riciclaggio e per finanziare la ricerca di sistemi idonei al riutilizzo di tali rifiuti con il precipuo scopo di sfruttare al meglio il loro potenziale contenuto energetico.

In tale rapporto, la ricostruzione di pneumatici veniva definita “la soluzione più vantaggiosa” per il cui rilancio si riteneva utile introdurre misure tecniche, organizzative, fiscali e regolamentari per incentivare la ricostruibilità del prodotto, così da raggiungere gli stessi standard di sicurezza del pneumatico nuovo.

Alle medesime conclusioni, sia pure con talune differenze concettuali dovute alla specificità dell’area di competenza, giunge il Team Herasmus istituito nell’ambito della Commissione Europea per lo studio del progetto “flussi prioritari dei rifiuti” applicato ai pneumatici usati. In un rapporto del 1994 il Gruppo di lavoro CEE avanza le seguenti proposte/obiettivi da realizzare nel decennio 1990/2000 per la prevenzione, il recupero e lo smaltimento dei pneumatici che hanno terminato il loro ciclo fisiologico di vita utile:

Prevenzione: ridurre la produzione di pneumatici nuovi, incrementando del 5% la loro durata e nel contempo, assicurare i massimi livelli di ricostruibilità dei singoli prodotti;

Raccolta: realizzare completamente il ciclo di raccolta differenziata dei pneumatica usati;

Ricostruzione: raggiungere almeno il 25% del peso totale di pneumatici usati, attraverso iniziative mirate ad incrementare l’immagine del prodotto ricostruito, sollecitare gli enti statali all’acquisto di quote maggiori di pneumatici ricostruiti, introdurre rigidi standard di qualità nel processo produttivo;

Recupero: recuperare almeno il 65% del peso totale dei pneumatici usati, anche attraverso la ricostruzione;

Smaltimento: tendere ad azzerare per poi abbandonare definitivamente il ricorso alle discariche ed all’incenerimento senza recupero di energia.

Secondo le più recenti stime a livello U.E. (1998) la produzione di pneumatici usati in tutti i Paesi Membri ammonta a circa 2,2 milioni di tonnellate/anno, di cui l’88% concentrato in Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Spagna.

 
CARRELLO
0 Pz.
0,00 €